QUELL’INTENSO, INEBRIANTE PROFUMO DI VANIGLIA…

Mi piace la musica ma amo il silenzio…

E’ sempre forte la sensazione che nel silenzio si amplifichino i dettagli. Che i particolari spicchino come sangue sulla neve.

Sono una persona visiva, più che uditiva. Ciò che vedo ricordo, spesso per anni, visi, case, fiori, istanti bloccati.

Quel che ascolto non sempre rimane nella memoria, spesso scompare in un lampo se non sviscerato al momento. Sarei una pessima concorrente di un quiz musicale, associare i titoli alle canzoni non mi è mai riuscito. Le ascolto, il più delle volte come contorno non indispensabile di altri gesti, altre solidità.

In me solo gli odori si avvicinano alla precisione della memoria dello sguardo, con il difetto di riemergere senza associarsi al momento di origine, rimanendo lì come sospesi, senza trovare una collocazione certa.
Strana cosa davvero la mente dell’essere umano.

Poi ci sono i ricordi delle emozioni.

Vi è mai capitato di provare IMPROVVISAMENTE qualcosa nel petto e di chiedervi in quale occasione abbiate già sentito quella strana, intensa sensazione? Un po’ come mangiare uno squisito dolce al cucchiaio, voluttuoso nella sua essenza pannosa, lasciandovi avvolgere dal profumo di vaniglia, adagiandosi sulla terrena compattezza croccante del caramello…

Ecco, cosi dentro di me sono i RICORDI delle EMOZIONI.

Ed è lì, in quel punto inesplorato che improvvisamente può illuminare di strani collegamenti le mie sinapsi, al pari di una metropoli dallo spazio, proprio lì a volte il silenzio e la musica si fondono, quando un istante si ferma in un battito di ciglia ed inizia a ballare, oppure nel momento in cui incontro una di quelle canzoni che più di musica si chiamano poesia.

E magari, mentre stringo il volante nel buio della sera inoltrata, nelle orecchie le note basse e la voce roca di quel cantante un po’ retrò, mi sembra di nuotare nel silenzio della mia mente ed di sentire, improvvisamente, in fondo al naso, un intenso, inebriante profumo di VANIGLIA…

Accarezzando i giorni con le parole…

“Perché tu possa ascoltarmi le mie parole
si fanno sottili, a volte,
come impronte di gabbiani sulla spiaggia….”

Alla vigilia delle tante sospirate vacanze vi lascio una carezza lieve che vi raggiungerà al cuore attraverso le vellutate, calde, purpuree parole del grande Neruda, l’unico e il più grande nell’opera ultima dello scaldare l’anima attraverso le parole.

Vi lascio una poesia d’amore, nell’attesa del ritorno alla vita quotidiana.

Una canzone in poesia, fluida come acqua ma che come vento cambia di continuo direzione.

Inelluttabile

Impalpabile.

Perenne.

Come la VITA d’altronde, come l’AMORE.

Buone vacanze a tutti, a chi vedrà un altro pezzo di mondo e a chi vivrà la propria casa. A chi ne approfitterà per scappare e chi per ritornare.

Passate bene questo tempo AMICI.

Arrivederci a settembre!

“Per il mio cuore…
Per il mio cuore basta il tuo petto,
per la tua libertà bastano le mie ali.
Dalla mia bocca arriverà fino in cielo
ciò che stava sopito sulla tua anima.

E’ in te l’illusione di ogni giorno.
Giungi come la rugiada sulle corolle.
Scavi l’orizzonte con la tua assenza.
Eternamente in fuga come l’onda.

Ho detto che cantavi nel vento
come i pini e come gli alberi maestri delle navi.
Come quelli sei alta e taciturna.
E di colpo ti rattristi, come un viaggio.

Accogliente come una vecchia strada.
Ti popolano echi e voci nostalgiche.
Io mi sono svegliato e a volte migrano e fuggono
gli uccelli che dormivano nella tua anima.”

Ligabue canta “Il centro del mondo”

IL CENTRO DEL MONDO

Portami dove mi devi portare
Africa Asia o nel primo locale
fammi vedere che cosa vuol dire partire davvero
portami dove non posso arrivare
dove si smette qualsiasi pudore
fammi sentire che cosa vuol dire viaggiare leggerisei sempre così il centro del mondo
il viaggio potente nel cuore del tempo andata e ritorno

portami ovunque
portami al mare
portami dove
non serve sognare
chiedimi il cambio
solo se devi
sei brava a guidare
e dopo portami oltre che lo sai fare
dove sparisce qualsiasi confine
fammi vedere che cosa vuol dire
viaggiare col cuore
sei sempre così il centro del mondo
il primo bengala sparato nel cielo quando mi perdo
sei sempre così il centro del mondo
ti prendi il mio tempo
ti prendi il mio spazio
ti prendi il mio meglio
portami dove mi devi portare
venere marte o altri locali
fammi vedere che cosa succede a viaggiare davvero
sei sempre così
il centro del mondo
il primo bengala sparato nel cielo quando mi perdo
sei sempre così
il centro del mondo
ti prendi il mio tempo
ti prendi il mio spazio
ti prendi il mio meglio

 

Si canta d’Amore, il centro del mondoil viaggio potente nel cuore del tempo andata e ritorno…portami oltre che lo sai fare…dove sparisce qualsiasi confine…fammi vedere che cosa vuol dire viaggiare col cuore...

E’ vero, davvero, l’amore, ti porta a viaggiare, è un viaggio lui stesso ai confini del sogno, ti mostra panorami dell’anima sconosciuti ai più.

Alle volte sembra di volare, sopra le nuvole, in mezzo al blu, liberi da catene, nudi, senza trattenute salvo una mano che scalda un’altra mano. Si apre il cuore e la mente al panorama d’amore che scorre come un fiume dentro sé, l’aria ci rinfresca e trasporta profumi di fiori, zenzero e cannella.

In certi tratti ci si perde, colpevole il tempo, stanchezza o chicchessia, in antri sconosciuti, canyon senza luce che raccontano di solitudini non espresse, dove la voce rimbomba e si infrange, dove l’eco risponde più forte alla sua stessa origine. Occorre trovare la strada per risalire, insieme, memori del calore di quella stessa mano che ci stringeva, immemori del passato.

L’amore è così, un labirinto e una sorpresa, domanda tutto e restituisce di più, nel bene e nel male. L’amore è un viaggio al centro del mondo, racchiuso tra le mura salde e fragili del nostro cuore.

Non possiamo farne a meno. Il desiderio del viaggio d’amore scivola tentatore come un aspide di sangue dentro le nostre vene.

…chiedigli il cambio una volta ogni tanto…ma non mollare il volante, non lasciarlo scappare, riposa soltanto, talvolta, per poter ritornare, d’altronde…sei brava a guidare….

…..fammi vedere che cosa succede a viaggiare davvero….sei sempre così…il centro del mondo….il primo bengala sparato nel cielo quando mi perdo…sei sempre così.

California

Per un’inizio di giornata alla grande e per la partenza nell’ennesima settimana piena di cose da fare torniamo indietro nel 1980, con una Gianna Nannini nel pieno della forma e una bellissima canzone che sa di libertà…

Di seguito trovate il testo e in fondo cliccate sull’immagine, per poterla ascoltare….

Buon inizio settimana!

“Gianna Nannini – California

In una strada forse in una stanza
dietro mille finestre
noi guardavamo nella stessa direzione
e la storia si ferma
quando i padri sono stanchi
l’odio ci passava sopra
ma non ci separava
era California era via di là
quanto fiato nella gola
per rifare la realtà
era California era via di là
verso cosa non sapevo ma lo respiravo sembrava cielo
Guardami ora e dimmi cosa vedi
non è tutto passato
ma il sogno che interrompi non sarà più uguale
quasi senza le stelle
forse è più bello navigare
non c’è niente di perso e che non possa continuare
Siamo noi la california
siamo noi la libertà
pugni chiusi nelle tasche
sangue fragole realtà
siamo noi la california
siamo noi la libertà
siamo noi che lo guardiamo e ci sembra ancora
ancora cielooooooo”

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