DECOMPRESSIONE

cielo

Allarga le braccia
liberando il petto compresso

Alza la testa
tieni spalancati gli occhi
e guarda verso l’alto

RUOTA su te stesso
VORTICOSAMENTE
fino ad INVERTIRE Terra e Cielo

URLA
con tutta la tua VOCE

RESPIRA
fino a sentire i POLMONI riempire tutti gli spazi

ISPIRA la LUCE
e lasciala FLUIRE
nel sangue come fosse OSSIGENO

ESPIRA le OMBRE
pesi VELENOSI che ti fanno incurvare le spalle
che invischiano come petrolio

E col MOVIMENTO
nel RESPIRO
fino a dentro la vibrazione del SUONO
colora il tuo SPIRITO
di ARCOBALENI.

 

Il pensiero di un gatto e la primavera

La mia gatta ogni tanto impazzisce, piega indietro le orecchie come per prendere il volo, emette un trillo di campanella gattina e inizia a correre a trottola senza una vera destinazione.
La senti sfrecciare impetuosa su e giù per la casa superando con salti da gigante cose e persone.
Se la blocchi espone i denti aguzzi e morde, difficilmente però graffia con l’istinto di ferire, non vuole far male, vuole solo scappare.
Talvolta miagola, un suono basso e vibrante, che odora di desideri insoddisfatti.

E ad un tratto torna, la morbida palla di pelo ronfante che profuma di talco, e si ferma a guardare il prato fuori dalla finestra con le grandi pupille perse nel vuoto.
Chissà cosa sogna la mia gatta, se di inseguire farfalle o topolini, o magari semplicemente il calore del sonno sotto i raggi del sole.

Pare che tra animale e padrone si crei nell’amore una sorta di filo, di sintonia.

Sarà per questo che oggi il mio sguardo si sofferma sovente verso quel prato lontano e sento una smania latente, satura di voglia di fuggire e di correre al sole?

Oppure è semplicemente questo anticipo di primavera?

fuori

Il profumo del bucaneve

La fine dell’inverno sa di freddo che non taglia,di labbra che si sfiorano nel fumo caldo dell’alito.

Veste veli delicati di petali di zafferano viola 

e venature di giallo,

odora di luce e di vento,

lascia dietro di sè la debole traccia di profumo del bucaneve

ma  pizzica di limone.

Vieni presto, ti sto aspettando, ti respiro nell’aria che ancora sa di neve…

A LITTLE PRECIOUS LIFE

ORIZZONTE.jpg

E’ la MALEDIZIONE luminosa di una PICCOLA VITA

RINCHIUSA dentro i confini di una scatola,

nata accessoriata di un occhio capace di VEDERE

il MIRACOLO unico della giovane foglia d’erba sotto i raggi del sole

le variazioni del RESPIRO di un uomo

e le particelle volatili dello scorrere del TEMPO.

E’ una VITA PREZIOSA

con un cuore ad OROLOGERIA

che ticchetta COMPRESSO dentro le pareti di questa PRIGIONE

mentre la sabbia della clessidra scorre INESORABILE

sempre più VELOCE.

RUN – e CORRI verso il tuo Futuro

CORRI… LEGGERO COME UN PENSIERO
Corri, solamente il vento tra i capelli a farti compagnia
sulle note pulsanti dei tuoi passi che risuonano sull’asfalto.
Non ti fermi il dolore…
Corri, il cuore che sembra ingrossarsi ad ogni metro percorso
mentre il polso accellera i suoi battiti
e gli occhi si inumidiscono di aria ed emozioni.
Non ti manchi il respiro…
Corri, mentre ti illumini di luce
spargendo desiderio come una fragranza.
Non ti spaventi la notte…
Corri, INDOMATO,
verso il SOGNO,
incontro alla META PIU’ DESIDERATA.
CORRI LEGGERO… COME UN PENSIERO.

mentre la musica ti accompagna cosi

La vendemmia

20160924_144927

Tra maree di acini

grossi grappoli carnosi 

e l’odore di zucchero

La famiglia si raccoglie attorno alle viti feconde

con sulle labbra un sorriso e il canto.

La vendemmia avvolge settembre

come una mamma che

stringe tra le braccia un bambino gioioso

con le gote arrossate dal sole.

Il gusto del BAROLO CHINATO

Goccia dopo goccia riempio il bicchiere del liquido RUBINO.

La bocca ne accoglie un sorso e viene colta di sorpresa dall’amaro sapore della china.

Gusto complesso, 

Aromatico e differente dal zuccherino piacere del passito e del moscato.

Un mondo alieno che profuma di spessore, 

dosato in piccole quantità.

Il vino si svela lento tra il sapore della medicina e arabeschi di zucchero.

È un percorso ad ostacoli verso la comprensione.

Alcool e spezie, tempo di attesa, temperatura.

Veste un nome pesante quando la sua corposa presenza.

Ci portano miele di cioccolato e biscotti.

Diffidente mescolo nel morso il dolce con l’amaro liquore.

Picchi frastagliati si fondono

In un equilibro denso di stupore e piacere.

Tutto quadra PERFETTAMENTE nel vibrare concentrico delle mie papille.

È un ragionamento, un’esperienza sensoriale.

E dentro ci leggo assonanze con i contrasti nascosti tra le pagine del tempo che scorre incessante dentro questa grande clessidra.

Nella PACE del mare…

​Alla fine della TERRA si mostrò il MARE,

accomodato tra le braccia di bianche case

avvizzite di salsedine,

e macchia mediterranea a fargli da cuscino.

Trama di vestito che scorre tra le dita come sabbia,

Si alzò il vento a trasportarne il profumo

Umido e salato.

E fu SONNO.

E fu PACE.