Percussioni dipinte

Mi percuote latente come la vibrazione sulla pelle tesa del tamburo l’intuizione molesta di essere tutti punti in una enorme tela policromatica dipinta da un pittore PAZZO.

L’ingegneria del mio cuore

Copro la bocca così che il pensiero non si mostri sulle volubili labbra, velo gli occhi con lenti specchiate così che la lucentezza della risata si sveli solo agli sguardi più profondi e stringo le dita nel pugno, troppo mobili a battere il flusso dell’umore.

Protetta nella finta immobilità mi immagino osservare il mondo coi tempi lenti di un respiro ma balla improvviso il mio corpo, volteggiando riflesso negli specchi della mente, poiché per vestiti di ombra non è progettato il mio cuore.

Strategie formali

Dimentica il tempo
Trattieni l’attenzione

SBALORDISCI

Stravolgi le regole ma
Mantieni il RISPETTO

RESPIRA CALMO

Sostieni lo sguardo
Vestiti di sicurezza

RISCHIA

E lancia l’amo verso il tuo OBIETTIVO.
SEI CERTAMENTE UN PASSO PIÙ VICINO AD OTTENERLO.

San Lorenzo+1

Stanotte sono riuscita a vedere le stelle. Ho capito perché si parla di sciame… in poco più di mezz’ora, al fresco della terrazza rivolta verso la campagna, Orso che mi sonnecchiava a fianco, ne ho scorte 25.  E come tutti, come i bambini, ogni volta la parola “bella…” risplendeva tra lingua e denti, in un sorriso. Sono di quelle magie che non ti abbandonano mai, le stelle cadenti e gli arcobaleni…Però San Lorenzo per me è anche la poesia di Pascoli, quella che ho amato di più, quella che ancora ricordo a memoria.

Quella che, rileggendola con gli occhi dell’ADESSO, più che mai è così REALE…

10 AGOSTO

San Lorenzo, io lo so perché tanto
di stelle per l’aria tranquilla
arde e cade, perché si gran pianto
nel concavo cielo sfavilla.
Ritornava una rondine al tetto:
l’uccisero: cadde tra spini:
ella aveva nel becco un insetto:
la cena de’ suoi rondinini.
Ora è là, come in croce, che tende
quel verme a quel cielo lontano;
e il suo nido è nell’ombra, che attende,
che pigola sempre più piano.
Anche un uomo tornava al suo nido:
l’uccisero: disse: Perdono;
e restò negli aperti occhi un grido:
portava due bambole in dono…
Ora là, nella casa romita,
lo aspettano, aspettano in vano:
egli immobile, attonito, addita
le bambole al cielo lontano.
E tu, Cielo, dall’alto dei mondi
sereni, infinito, immortale,
oh!, d’un pianto di stelle lo innondi
quest’atomo opaco del Male!