Guarda OLTRE

Talvolta 

ci sono scelte che non sono scelte, 

strade portate avanti senza una vera destinazione 

o percorsi obbligati.

La verità è sempre nascosta in segreto dietro le porte degli occhi,

quale mostro si nasconde dentro quelle pozze scure,

quali le radici che trattengono le caviglie,

che segreti sussurra il vento che soffia contro il viso?

Un sguardo avventato produce castelli senza fondamenta. 

Non è mai una buona idea costruire palazzi su pavimenti danzanti.

DECOMPRESSIONE

cielo

Allarga le braccia
liberando il petto compresso

Alza la testa
tieni spalancati gli occhi
e guarda verso l’alto

RUOTA su te stesso
VORTICOSAMENTE
fino ad INVERTIRE Terra e Cielo

URLA
con tutta la tua VOCE

RESPIRA
fino a sentire i POLMONI riempire tutti gli spazi

ISPIRA la LUCE
e lasciala FLUIRE
nel sangue come fosse OSSIGENO

ESPIRA le OMBRE
pesi VELENOSI che ti fanno incurvare le spalle
che invischiano come petrolio

E col MOVIMENTO
nel RESPIRO
fino a dentro la vibrazione del SUONO
colora il tuo SPIRITO
di ARCOBALENI.

 

Il pensiero di un gatto e la primavera

La mia gatta ogni tanto impazzisce, piega indietro le orecchie come per prendere il volo, emette un trillo di campanella gattina e inizia a correre a trottola senza una vera destinazione.
La senti sfrecciare impetuosa su e giù per la casa superando con salti da gigante cose e persone.
Se la blocchi espone i denti aguzzi e morde, difficilmente però graffia con l’istinto di ferire, non vuole far male, vuole solo scappare.
Talvolta miagola, un suono basso e vibrante, che odora di desideri insoddisfatti.

E ad un tratto torna, la morbida palla di pelo ronfante che profuma di talco, e si ferma a guardare il prato fuori dalla finestra con le grandi pupille perse nel vuoto.
Chissà cosa sogna la mia gatta, se di inseguire farfalle o topolini, o magari semplicemente il calore del sonno sotto i raggi del sole.

Pare che tra animale e padrone si crei nell’amore una sorta di filo, di sintonia.

Sarà per questo che oggi il mio sguardo si sofferma sovente verso quel prato lontano e sento una smania latente, satura di voglia di fuggire e di correre al sole?

Oppure è semplicemente questo anticipo di primavera?

fuori

Romagnolità

E in ogni casa di Romagna che si rispetti, lui non può mai mancare… l’avete mai visto?

LUNERI DI SMEMBAR 

(Da “i miti di Romagna“)

Calendario della Romagna

Tra le tante cose bizzarre che caratterizzano la nostra Romagna c’è anche la passione legata ai calendari e agli almanacchi. Il più famoso e conosciuto da tutti i romagnoli è senza dubbio “E’ luneri di Smembar”, che è anche uno tra più belli e più antichi d’Italia. “E’ luneri di Smembar “ nasce in un’osteria di Faenza nel 1844, la notte di San Silvesto, viene letteralmente tradotto “il lunario dei pezzenti”, infatti, “lunari” significa lunario e gli “sembrar” sono, i poveracci, gli straccioni, la gente del popolo. Questo lunario nasce dall’anima popolare romagnola, anarchica e non molto disposta alle dicerie del regime politico al potere ma alle prese con la dura realtà quotidiana. I famosi “smembar” che si ritrovano nelle osterie e vanno a braccetto con un fiasco di vino a cantare le famose zirudelle e fare satira sul politico di turno. Il calendario si compone di due parti: una dedicata alle canzonette dialettali le famosissime zirudelle, alle vignette satiriche su qualche avvenimento politico, alle sfrofette in dialetto romagnolo e i consigli per le semine. L’altra parte invece contiene le indicazioni sulle feste religiose, le date delle processioni con le levate del sole, i santi romagnoli, le tavole del suono delle messe, le eventuali eclissi e le fasi lunari. Ancora oggi nell’edicole è tra i calendari più comprato dai romagnoli.

Non devi per forza capire, anima bella.

immagini

Non nel comprendere ma nell’interpretare sta il gioco delle parti…

Non devi per forza capire la trama, anima bella, ma piuttosto indossare sulla pelle il vestito disegnato dalle mie parole.

Non è forse il mio bianco un manto innevato ai tuoi occhi o questo tuo buio solo la mia notte?

E’ il piede che calza la scarpa a rendere eleganti i tuoi passi, i flussi nascosti della mente ad affascinare gli occhi posati su un bel viso.

Dove sta il mistero, dove la magia, nel giocare a carte scoperte nel centro della piazza?

Non è forse preferibile un fiore sconosciuto adagiato in un mattino qualunque fuori dall’uscio di casa?