Strategie formali

Dimentica il tempo
Trattieni l’attenzione

SBALORDISCI

Stravolgi le regole ma
Mantieni il RISPETTO

RESPIRA CALMO

Sostieni lo sguardo
Vestiti di sicurezza

RISCHIA

E lancia l’amo verso il tuo OBIETTIVO.
SEI CERTAMENTE UN PASSO PIÙ VICINO AD OTTENERLO.

Pillole di lavoro

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Muffin azzurri di rispetto con abbondante glassatura di stima, gentilmente offerti, come fiori inaspettati, da coloro a cui è stata imposta la tua presenza si accompagnano a pillole gialle e pungenti al sapore di limone da parte di chi ti dovrebbe regolarmente cibare.
Come sempre e come non mai al lavoro per sopravvivere occorre la regola amica dell’HAKUNA MATATA.

Buona vita a Voi.

Fuori il 2011 faccio posto al 2012!

Facendo il riassunto delle mie giornate mi chiedo in quale punto della classifica degli anni passati metterei il 2011…

Probabilmente avrei delle difficoltà ad inserirlo senza fare una analisi approfondita…

Nel 2011 Orso ed io abbiamo rinforzato la nostra convivenza e il nostro legame

Nel 2011 siamo riusciti a sentirci ancora di più parte della vita l’uno dell’altra

Nel 2011 i nostri pelosotti hanno allietato le nostre giornate e hanno compiuto entrambi un anno  di vita

Nel 2011 ho iniziato a frequentare i corsi di agility con Novak

Nel 2011 ho conosciuto persone piacevoli

Nel 2011 ho compiuto un anno in più e aumentato le mie esperienze di vita

Nel 2011 ho ricominciato a leggere

Nel 2011 abbiamo portato per la prima volta un cane al mare

Nel 2011 ho fatto tanti bagni bollenti nella vasca di casa

Nel 2011 sono andata in vacanza a giugno e mi sono riposata in agosto

Nel 2011 la salute non è andata male

Nel 2011 alcuni clienti per cui lavoro mi hanno dato tante soddisfazioni…

Nel 2011 al lavoro mi hanno pagato regolarmente (e non è poco)

Ma nel contempo….

Nel 2011 abbiamo perso una persona importante

Nel 2011 ho cambiato 2 colleghi in un anno (e il gruppo è composto da 2 elementi e 1/2…)

Nel 2011 ho dovuto addestrarne altrettanti

Nel 2011 al lavoro ho conosciuto persone poco piacevoli

Nel 2011 mi è sembrato spesso che niente quadrasse al 100%

Nel 2011 al lavoro ho corso tanto e ricevuto poco in cambio

Nel 2011 ho riflettuto molto

Nel 2011 sono cambiate le mie priorità

Nel 2011 alcuni nostri sogni non si sono ancora realizzati….

Nel 2011 ho avuto qualche sorpresa non sempre piacevole

Nel 2011 le delusioni ci sono state

Nel 2011 il lavoro non è stato un granchè (si era capito immagino…)

Nel 2011…l’ultimo mese del 2011 non è ancora finito…Acc!

Insomma riassumendo…

Dal punto di vista umano probabilmente a questo 2011 darei un 8.

Dal punto di vista lavorativo darei invece un 4 netto

Spero un miglioramento complessivo del 2012. In particolare per quanto riguarda il lavoro ovviamente.

Sicuramente il 2011 è stato un anno impegnativo ma per fortuna ho accanto persone che amo e che mi amano.

Dicono che gli anni pari portino maggiore fortuna.

Chissà…

Certo è che se riesco ad arrivare al 31 dicembre 2011 ancora intera….il 2012 sarà un successo!

E per fortuna che ad allietare il dicembre 2011 c’è sempre il Natale!

E il vostro 2011, gli anni pari e così via? Cosa ne pensate?

Io credo che inizierò a segnarmi i voti degli anni passati.

Tra 20 anni probabilmente, leggendomi, ci riderò sopra.

Situazioni di invertita quotidianità

Alla fermata dello scuolabus stamattina bambini che aspettano mano nella mano ai loro papà.

Io alla solita scrivania immersa nella mastodontica lettura del labirintico nuovo Testo Unico per la Sicurezza dei Lavoratori.

Orso al Foro Italico a Roma, con suo padre, per vedere gli Internazionali di Tennis.

Ovviamente sua madre è al lavoro.

………..

……………..

Dov’ero quanto si è deciso per questa “parita/disparità” tra i sessi?!?

Boh! Forse ero in ferie io… 😉

…mi ri-immergo nello studio…. 😦

Uffa però, a Roma deve essere una bellissima giornata!

Tempo per tempo, tempo per me.

E’ il tempo, lui, quell’ambiguo sussurro che oramai bramo.
Oh, il tempo per godere dell’aria del mattino e della bruma della sera.
E invece no.
Il ticchettio dei tasti, inamidato di elettricità
Il suono incessante di suonerie altalenanti accompagnatrici moleste di richieste mai sazie
E il chiacchiericcio tecnico, un po’ per fare un po’ per parlare,
accompagna come un tatuaggio le ore mie diurne.
E il sonno arriva presto nella giovane notte
Ad abbracciare le membra calde, la testa pesante.

Il tempo che vorrei dilatare corre veloce sul filo del giorno.
Non trovo tempo per concludere e iniziare.
Non vedo tempo per porgere una carezza agli amici lontani.

Tornerà, poiché il tempo è momenti e lunghi spazi liberi e selvaggi,
perché la storia è fatta di corse e di riposi.

Vorrei una vacanza, combinazione di tempo e di giornate ariose.

Per ora bramo, tempo su tempo, di fare quello che amo,
per farlo fatto bene.

Perché alla fine è il tempo a fare da padrone,
benché ben addestrato ogni tanto libera i suoi lacci
E scappa via.

Falso progresso in seno alla Società

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Raccapricciante e lento è fatto di terra questo mio pensiero.

Incontra nel vento particelle di luna a specchiare la paura negli occhi della gente.

Fermare queste stragi è più che una necessità o piuttosto un diritto alla vita di ognuno.

Ci allunghiamo come martiri sui rischi della strada, percorriamo il miglio verde al lavoro ogni mattina, torniamo a casa e volteggiamo lievi sulle nostre ceneri spente.

Solo le immagini della tv, vecchie parole ripetute, percuotono la coscienza, la conoscenza.

I numeri ci abbracciano come bollettini di guerra, 5400 i morti sulla strada, 4500 decessi nella casa, 1300 le vittime del lavoro…

Ma dove si ferma il tempo? Quando inizia la fatalità?

A corredo di tutto, rumorosi, bombe e carta, parole e tafferugli nel nostro pane quotidiano.

E senza parlare noi stiamo a guardare.

Dove la Croce del Sud, la Stella Polare? Si liberasse il cielo da queste nuvole basse forse potremmo scorgere la nostra rotta, inventare la nuova destinazione. Dire basta al destino dei naufraghi.

Oppure aneliamo continuare a vagare, senza una meta, alla deriva di una società che è forma e antitesi di se stessa?

Allora, dunque. E’ tempo di decidere. Cosa intendiamo fare?

3 minuti di troppo

Oggi sono venuta al lavoro direttamente da casa di Orso, via autostrada.
I manifestanti per lo sciopero degli autotrasportatori proprio all’uscita dell’A14 hanno bloccato la rotonda, quindi tutto il traffico viaggiante.
Sono entrata al lavoro esattamente 33 minuti dopo all’orario di apertura aziendale. Ciò nella mia azienda comporta 1 ora in più in ufficio, timbro cartellino alle 18.45 piuttosto che alle 17.45.
Ora, lo ammetto, difficilmente sarei riuscita ad arrivare entro il giusto orario, ma rimanendo all’interno dei 30 minuti fatidici sarei tornata a casa alle 18.15.
Quei 3 minuti in più mi hanno fregato altri 27 minuti, il tutto a causa del blocco all’uscita dell’autostrada, 15 minuti ferma davanti alla porta aperta del telepass mentre il traffico non scorreva…
Cosa volete che siano 27 minuti non pagati….Nulla di che, normalità, ma di lunedì sera, senza urgenze e senza lode, sarei volentieri tornata a casa prima. Non è forse un mio diritto?
No, perché la manifestazione ha vita propria.
Su quella rotonda rischi di investimento, urla e cartelli. Sfottò, anche. E la strada bloccata.
Ognuno ha diritto di manifestare un problema, un disagio.
Però lo ammetto, sapendo di dire per molti un eresia, io non sopporto gli scioperi selvaggi. E poi in questo periodo dell’anno, quando i trasporti sono oro, a 15 giorni dal Natale.
Dove finisce il diritto e dove inizia il dovere? Voglio chiederlo a voi.