Gira la ruota

FETICCIO
fe·tìc·cio / sostantivo maschile
1.Oggetto materiale di venerazione religiosa in ambito culturale primitivo.
2. fig. Motivo di un culto o di un rispetto esclusivo, irragionevole e fanatico.
Origine
Dal fr. fétiche, dal lat. facticius ‘artificiale’ •prima metà sec. XIX .

Si organizzano i DESIDERI invecchiati nelle botti di legno rosso cupo
mentre chimicamente reagiscono gli OBIETTIVI elettrici
scadono ciclicamente gli ANNI
E CAMBIA
in funzione della direzione del VENTO
il FETICCIO
nascosto nella tasca segreta
dietro l’animo
di ognuno di NOI.

AMBRA NEL CUORE

La gemma cristallizzata del mio amore è eterna come il tempo…

Tu, vecchia quercia, ti fai scherzi del destino.

Ti spegni e ti riaccendi, una pompa di carburante barcollante al centro del petto,

la tua pelle è fragile come carta velina,

sei tornata piccola, quasi una bambina…

La clessidra del tempo fa scorrere la sabbia ancora più veloce

e quella rimasta pesa sempre meno.

Si spacca il cuore al pensiero

ma il mio sentimento è AMBRA,

così ho la certezza che i cambiamenti e gli anni non potranno mai cambiare la SOSTANZA

di questo amore.

Com’è vivere nel Paese dei Balocchi?

maschere

Burattini, Giullari e Fatine

Asini, Volpi e Gattini

FATEVI AVANTI / C’È POSTO PER TUTTI

tra i lustrini, i giochi e i merletti

dell’avvincente, incancellabile, inimmaginabile

PAESE DEI BALOCCHI.

Ma suvvia, ditemi bene com’è, il viverci dentro senza nemmeno saperlo?

il futuro di un mondo di plastica

Tesi corpi compatti
e occhi allungati sui volti di porcellana dipinta,
gesti sinuosi a far da padroni
nell’impatto emotivo
dell’IMMAGINE DI SE’.
Apparenza e sostanza
FUSE
nel cesellato calderone delle COSE BELLE.

Riempiamoci gli occhi mentre sogniamo carezze impossibili.
Chi MAI potrà tracciare la linea
tra il reale
e l’immaginato
davanti ad una cotanta COPERTINA.

Mi chiedo COME (!) riconosceranno il percorso
coloro che nasceranno
in un mondo di sola plastica
stampata in 3D.

Il tarlo che lavora nel mio cuore

Ed è un tarlo

che si annida nell’oscurità pulsante 

di caverne interiori satolle di sangue.

Scava gallerie d’ombra,

il silenzio è il suo compagno,

mentre percorre chilometri senza farsi mai scoprire.

Poi arriva la notte

e con essa ti immergi 

nel morbido fruscio di lenzuola di seta 

ad accarezzare i polpacci, 

l’ultimo ricordo incandescente della lampadina 

che si raffredda 

Si perde nello sguardo,

ed esattamente un attimo prima

che si spenga il cervello

il tarlo ricomincia a lavorare 

di buona lena.

Èd è li, negli anfratti inondati dal buio,

che quel malefico lavoratore 

ha innalzato una fortezza 

con mille porte

dentro il tuo cuore.

 Getta gli inutili scudi

Le spade e le corazze.

È questo il momento in cui 

solo un abbraccio 

Può scalzare 

La PAURA.