Guarda OLTRE

Talvolta 

ci sono scelte che non sono scelte, 

strade portate avanti senza una vera destinazione 

o percorsi obbligati.

La verità è sempre nascosta in segreto dietro le porte degli occhi,

quale mostro si nasconde dentro quelle pozze scure,

quali le radici che trattengono le caviglie,

che segreti sussurra il vento che soffia contro il viso?

Un sguardo avventato produce castelli senza fondamenta. 

Non è mai una buona idea costruire palazzi su pavimenti danzanti.

A LITTLE PRECIOUS LIFE

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E’ la MALEDIZIONE luminosa di una PICCOLA VITA

RINCHIUSA dentro i confini di una scatola,

nata accessoriata di un occhio capace di VEDERE

il MIRACOLO unico della giovane foglia d’erba sotto i raggi del sole

le variazioni del RESPIRO di un uomo

e le particelle volatili dello scorrere del TEMPO.

E’ una VITA PREZIOSA

con un cuore ad OROLOGERIA

che ticchetta COMPRESSO dentro le pareti di questa PRIGIONE

mentre la sabbia della clessidra scorre INESORABILE

sempre più VELOCE.

Tra le Sagome di Cartone

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Guardando senza attese tra le sagome di cartone, dentro allo spettacolo del tempo, ritrovo anche la mia FIGURA.

Mi accorgo con stupore che, in questo gruppo di identità diverse, considero la mia presenza come un elemento dell’INSIEME e sento che una eventuale ASSENZA rimbomberebbe di un suono sordo udibile alle orecchie dei più, il rumore di un soffio dentro una bottiglia vuota…

Ho ancora negli occhi la memoria dell’OMBRA che ricordava ogni Volto. Mi rendo conto d’improvviso che oggi sono un VOLTO che altri Invisibili ricordano.

Quasi fosse un lampo che squarcia il buio MI SONO ACCORTA CHE ESISTO…

 

Come l’acqua del fiume che incontra la diga

penso

Arriva impetuoso.
È il desiderio di scrivere,
la necessità incalzante di fare uscire
le emozioni che premono per scappare.
Ed è un balzo dello stomaco,
una sensazione di saturazione e blocco nel contempo,
come l’acqua del fiume che incontra la diga.
Quindi
spengo i sensori esterni
accendo i riflettori all’interno di me
apro le paratoie e mi lascio cadere nel vuoto.

Elucubrazioni mentali

Ci sono punti da cui partire e 

punti di arrivo

punti di vista

punti di colore

puntiformi moltitudini

punti nascosti

punti cuciti

oppure semplicemente ci sono 

PUNTI     

che non hanno bisogno d’altro se non di essere riconosciuti.

Percussioni dipinte

Mi percuote latente come la vibrazione sulla pelle tesa del tamburo l’intuizione molesta di essere tutti punti in una enorme tela policromatica dipinta da un pittore PAZZO.

Il tarlo che lavora nel mio cuore

Ed è un tarlo

che si annida nell’oscurità pulsante 

di caverne interiori satolle di sangue.

Scava gallerie d’ombra,

il silenzio è il suo compagno,

mentre percorre chilometri senza farsi mai scoprire.

Poi arriva la notte

e con essa ti immergi 

nel morbido fruscio di lenzuola di seta 

ad accarezzare i polpacci, 

l’ultimo ricordo incandescente della lampadina 

che si raffredda 

Si perde nello sguardo,

ed esattamente un attimo prima

che si spenga il cervello

il tarlo ricomincia a lavorare 

di buona lena.

Èd è li, negli anfratti inondati dal buio,

che quel malefico lavoratore 

ha innalzato una fortezza 

con mille porte

dentro il tuo cuore.

 Getta gli inutili scudi

Le spade e le corazze.

È questo il momento in cui 

solo un abbraccio 

Può scalzare 

La PAURA.