La vendemmia

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Tra maree di acini

grossi grappoli carnosi 

e l’odore di zucchero

La famiglia si raccoglie attorno alle viti feconde

con sulle labbra un sorriso e il canto.

La vendemmia avvolge settembre

come una mamma che

stringe tra le braccia un bambino gioioso

con le gote arrossate dal sole.

Pubblicità Progresso “dove”?

Non amo decisamente commentare le notizie quotidiane dei media…

Non guardo telegiornali mentre sto a tavola, preferisco parlare con la persona che ho davanti, e mi informo attraverso la rete perchè nel mucchio ho la sensazione di riuscire a reperire notizie meno storpiate e certamente depurate dal vittimismo costante che si vuol far trasparire dai TG italiani.

Ma questa la devo proprio dire.

TUTTA ‘STA COSA DEL FERTILITY DAY HA BELLAMENTE ROTTO LE SCATOLE.

NON DOVREBBE ESSERE UNA TRA LE COSE PIU’ PRIVATE, PERSONALI, DELICATE CHE ABBIAMO COME ESSERI UMANI?

Giustamente in Italia la mettiamo in piazza come fosse uno show. OVVIAMENTE.

Io vi auguro GIOIA, FELICITA’, FIGLI SE NE VOLETE O NE AVETE e soprattutto, ma non meno importante, TUTTA LA LIBERTA’ DI SCEGLIERE E GESTIRE LA VOSTRA VITA SENZA SENTIRVI VEICOLATI DA QUESTE ASSURDE PUBBLICITA’ “PROGRESSO” (e poi, progresso dove!?!).

Spero perdonerete questa mia uscita un po’ alterata dagli schemi del blog, ma quando ce vò, ce vò!

Emozioni


L’emozione è un fremito di ali di farfalla posate sulla pelle opaca di un’anima stanca.

Increspa il cuore improvvisa come il vento mentre soffia impetuoso sulla superficie immobile dello stagno specchiato in fondo agli occhi.

L’emozione è una siringa di adrenalina sparata direttamente dentro il cuore a riattivare il respiro.

Scalda, piccante come un peperoncino assaltato a morsi.

L’emozione PIZZICA

Ustica

A Bologna c’è un museo che è una lapide alla memoria

scritta nei resti di un aereo distrutto

81 luci pulsano piano

81 pannelli neri emettono sussurri

BRIVIDI e RISPETTO

Siamo tutti scintille in un fuoco immensamente più grande di noi

 

Il gusto del BAROLO CHINATO

Goccia dopo goccia riempio il bicchiere del liquido RUBINO.

La bocca ne accoglie un sorso e viene colta di sorpresa dall’amaro sapore della china.

Gusto complesso, 

Aromatico e differente dal zuccherino piacere del passito e del moscato.

Un mondo alieno che profuma di spessore, 

dosato in piccole quantità.

Il vino si svela lento tra il sapore della medicina e arabeschi di zucchero.

È un percorso ad ostacoli verso la comprensione.

Alcool e spezie, tempo di attesa, temperatura.

Veste un nome pesante quando la sua corposa presenza.

Ci portano miele di cioccolato e biscotti.

Diffidente mescolo nel morso il dolce con l’amaro liquore.

Picchi frastagliati si fondono

In un equilibro denso di stupore e piacere.

Tutto quadra PERFETTAMENTE nel vibrare concentrico delle mie papille.

È un ragionamento, un’esperienza sensoriale.

E dentro ci leggo assonanze con i contrasti nascosti tra le pagine del tempo che scorre incessante dentro questa grande clessidra.

Strategie formali

Dimentica il tempo
Trattieni l’attenzione

SBALORDISCI

Stravolgi le regole ma
Mantieni il RISPETTO

RESPIRA CALMO

Sostieni lo sguardo
Vestiti di sicurezza

RISCHIA

E lancia l’amo verso il tuo OBIETTIVO.
SEI CERTAMENTE UN PASSO PIÙ VICINO AD OTTENERLO.

HO BISOGNO DEI MIEI SPAZI

medusa

Odio gli ambienti chiusi
dove un sorso d’aria costa uno sforzo
per poco spazio
o troppi respiri.
Sopporto male
i dedali bui e umidi
in cui la via di fuga si allontana
fino a perderne memoria.

CLAUSTROFOBICA SENSAZIONE
Non di assenza ma di presenza,
un muro possente appoggiato sulle spalle e
gocce fredde che scorrono lungo la schiena.
VERTIGINI.

Combatto ma torna
come la nebbia della Pianura Padana
nei giorni del mezz’Autunno.

Un metodo infallibile per superarla
è utilizzare la schiena dell’Orso, PORTO SICURO,
osservando attentamente la terra sotto i miei passi.
Quasi come uno struzzo.

Oppure l’ARIA.
Quando nel mio tempo ho incrociato le lunghe gallerie
delle Varianti di Valico
al fronte di scavo tra la polvere e la luce dei fari,
entravi dentro la sua bocca come
Pinocchio nel ventre della Balena.
KM sotto terra
l’aria esterna soffiata a secchiate
dai ventoloni a soffitto, grandi come uomini,
profumava di PRIMAVERA.

OFFRESI ILLUSIONI DELLA MENTE PER NON FARSI VINCERE DALLA PAURA.
APPLICABILI A TUTTE LE SITUAZIONI.
SI VENDONO AL CHILO.

Strana cosa la RAGIONE UMANA.

SI, VIAGGIARE.

VIAGGIARE PER ALLARGARE GLI ORIZZONTI, QUANTO È VERO, tanto quanto i panorami che ci si trova davanti agli occhi durante il viaggio, INFINITI.

BELLISSIMO VIAGGIARE.

Proprio per questo anche viaggiare richiede un certo CORAGGIO, per coloro che come ME, come tanti NOI, conoscono solo un minuto pezzo di MONDO, troppo piccolo per definirsi REALISTICO.
L’ignoto, la lingua, le ABITUDINI, possono diventare LIMITI.

L’ETÀ, altro grande paletto, pone nel cuore un TIMORE stupido quanto pesante, che è come la catena al collo del cane di casa.

Pare assurdo in questo mondo di voli low cost, di destinazioni Universo, di conoscenza globale, sentirsi inadeguati a viaggiare ma QUELLO CHE SCORGIAMO CON GLI OCCHI DELLA RETE SEMBRA SEMPRE PIÙ LONTANO DALLA MANO TESA ed è, a modo suo, il PIÙ GRANDE LIMITE.

Eppure CAPITA. Alle massaie che guardano la TV sommerse dal vapore caldo del ferro da stiro, agli uomini che al bar parlano dell’annuncio scovato sul giornalino gratuito delle auto usate “Tenuta benissimo, 100000 km, OCCASIONE”, agli adolescenti che sognano futuri non così lontani, a tutte quelle PERSONE che DAL PAESE, DALLE PERIFERIE, dall’ANONIMO PUNTO DI QUELLA ENORME CITTÀ si fanno vincere dall’INSICUREZZA DELL’IGNOTO, dall’INADEGUATEZZA nascosta nell’angolo buio della dispensa riempita di marmellate fatte in casa. 

L’ITALIA è anche questo, paese del MONDO tecnologia alla mano e PASSATO seduto di fianco alla porta di casa.

Bisognerebbe formarsi fin da BAMBINI a NON AVERE PAURA DI NULLA, a SFIDARE L’IMPOSSIBILE. Perché poi quando con le prime RUGHE si inizia a sentire sulle spalle il peso della propria vita il cuore cede sempre più spazio alla PAURA DELL’IGNOTO.

Quindi SI, VIAGGIARE, VIAGGIARE con nello sguardo lo stupore di un bambino, VIAGGIARE senza pensare a DOMANI, VIAGGIARE per ALLARGARE IL CUORE E GLI ORIZZONTI, per non far vincere la droga della quotidianità.
SFIDANDO I PROPRI LIMITI, A QUALSIASI ETÀ.

PERCHÉ NON ESISTE UN’ETÀ LIMITE PER SENTIRSI LIBERI.