Nella PACE del mare…

​Alla fine della TERRA si mostrò il MARE,

accomodato tra le braccia di bianche case

avvizzite di salsedine,

e macchia mediterranea a fargli da cuscino.

Trama di vestito che scorre tra le dita come sabbia,

Si alzò il vento a trasportarne il profumo

Umido e salato.

E fu SONNO.

E fu PACE.

Un soffione volteggia nel vento

soffione
Con la primavera che giunge prepotente
In queste piane degradanti verso il mare
a raccogliere le ultime tracce d’Appennino,
Splendi Tarassaco,
macchia di luce dei timidi prati,
culla geometrica di polline e miele,
tu, infestante al pari dell’energia di Aprile che entra nelle ossa,
elevi nel verde la tua criniera dorata, mio Dente di Leone,
ti ingravidi di sole e produci frutti di vitale gioia, evolvi,
soffice, leggiadro soffione innamorato del vento
attendi la sua carezza per galleggiare nel cielo
brilli e corri, libero,
rinfrescando i pensieri, ossigeni e ritorni,
giocando con luce e spazio fino a trovare casa in questa umida terra scura.
Tarassaco, generoso e amaro, cicoria fiorita,
metti ali leggere al tuo seme per generare altra vita,
in un ultimo atto di caparbia libertà.
Se fosse l’uomo leggiadro e volante
umile e fiero, generoso come un Dente di Leone,
quanto più simile al vento di Primavera
sarebbe questa nostra eccentrica vita.

Tormentati pensieri nel vento

Il buio del crepuscolo allerta gli animi all’incontro,

il vento tormentato preannuncia il ritorno delle streghe…

E’ passato un altro anno ed è quasi halloween, di nuovo.

Mi chiedo cosa ci prepari il futuro, noi carichi di attese e promesse.

E’ un periodo di transizione e cambiamenti, inquieta gli spiriti e li spinge a cercare ululando la strada e la verità.

Forse che questo vento porti qualcosa di buono, o qualcosa di nuovo, o chissà…

La notte delle streghe è domani. Poi seguirà l’autunno.

Per i metereopatici un pessimo periodo, volubilità alle stelle.

Staremo a vedere. Per ora godiamo dei fuochi caldi accesi ad allontanare le tenebre.

Saluti a tutti, docili o indomabili esseri chiamati UMANI.

Testa leggera, naso tra le nuvole

L’aria di primavera mi rende leggera,
 la testa persa tra le nuvole e il vento
 e l’espressione sognante.
.
Saranno i primi raggi di sole o
i petali corposi dei fiori di pero tra i rami degli alberi da frutta
.
o sarà semplicemente la carezza calda del sole sulla pelle
e il colorarsi degli occhi di verde mare.
.
In ogni caso questo è il mio nuovo soprammobile in ufficio.
Mi ricorda tanto me con il naso per aria.
Per questo mi piace.

Riccio!