Identità

Chi sono IO,
Se non quella che sono
Semplicemente me stessa.
Chi siamo noi,
noi che ci abbracciamo nel caldo della casa,
Una carezza ad un naso umido
E l’altra ad un manto di velluto grigio.
Cosa saremmo NOI
Se non fossimo così,
Casinisti e innamorati
Semplici ma complicati
Amanti e amati.
La nostra vita è quella che vogliamo
La complessità della semplicità e la fiducia davanti alle difficoltà.
Questa nostra casa è un nido, un letto, una luce soffusa
Pronta ad accogliere, non creata per allontanare.

Potremo mettere spaventapasseri ed inferriate,
Uomini neri alla porta e cani ululanti
Ma dentro, dentro questa CASA,
Dentro questi cuori
Non può,
Non deve
Finire
Questo senso di accoglienza che ancora permane.

COSA SAREMMO NOI,
NOI,
SENZA LA FIDUCIA
se non fantasmi, ombre nella notte tra molteplici solitudini?

Per i miei GIORNI A COLORI

E’ deciso. E’ il momento.

Per non perdere la SCINTILLA devo allenarmi come un atleta che si prepara alla gara, GIORNO PER GIORNO. Devo fermare il mio tempo. Nuotare nelle mie profondità. Pescare attentamente nell’abisso l’IPERBOLE DI LUCE che porta la poesia.

E’ quest’abitudine, la quotidianità, eppure bella, seppur serena, L’UOMO NERO che spegne dentro, che sbiadisce i colori, come il BOOGYMAN e il BABAU che dorme sotto il letto e riempie di ombre i sogni dei bambini.

Mi mancano i MIEI GIORNI A COLORI, quegli ARCOBALENI DELLA FANTASIA, compagni che spalancavano i miei occhi alla bellezza soffusa della VITA e che mi imponevano a forza, DITA LEGGERE prima ad impugnar la penna, poi a battere sulla tastiera, di SCRIVERE, RIPORTARE, FISSARE sul foglio quei micro particolari nascosti agli occhi dei molti, pena il cuore pesante, lo SGUARDO TROPPO PIENO.

Poi si invecchia, o si cresce che dir si voglia, e la vista diventa opaca, la fantasia contenuta in fasce troppo strette, il tempo poco e la REALTA’ ci invade.

Ma no, MI RIBELLO, li sento ancora nel buio quei colori, quei sogni e la GENIALITA’ dell’IMMAGINAZIONE, che da bambina mi faceva volare sopra i tetti delle case e che ogni tanto, ancora, POESIA DELLA ESISTENZA, ferma ATTIMI nella MENTE per non farmeli MAI dimenticare.

Ma se non ricomincio a fissarle sulla carta, QUELLE IMMAGINI, QUELLE EMOZIONI si perderanno nel tempo, proprio come lacrime nella pioggia

Quindi è il MOMENTO.

Non importa chi, non importa cosa, non importa come, non importa quando.

Come per l’atleta prima della gara è con lo sforzo che si ottiene il risultato, con la PASSIONE, con la VOLONTA’.

Rivoglio i MIEI COLORI!

SI RICOMINCIA A SCRIVERE!