Gira la ruota

FETICCIO
fe·tìc·cio / sostantivo maschile
1.Oggetto materiale di venerazione religiosa in ambito culturale primitivo.
2. fig. Motivo di un culto o di un rispetto esclusivo, irragionevole e fanatico.
Origine
Dal fr. fétiche, dal lat. facticius ‘artificiale’ •prima metà sec. XIX .

Si organizzano i DESIDERI invecchiati nelle botti di legno rosso cupo
mentre chimicamente reagiscono gli OBIETTIVI elettrici
scadono ciclicamente gli ANNI
E CAMBIA
in funzione della direzione del VENTO
il FETICCIO
nascosto nella tasca segreta
dietro l’animo
di ognuno di NOI.

Un treno in viaggio

Treno che corre veloce sui binari del tempo,

musica nelle orecchie e vibrazioni sorde,

COMPRESSI, 

un giornale in una mano, il cellulare nell’altra

gomiti sfiorati per un attimo e

visi che si avvicinano sussurrando,

il miagolio di un gatto RINCHIUSO.

Tra storie lontane che appaiono e scompaiono 

come LUMINESCENZA negli sguardi dalle forme diverse

tra All Star slacciate e orecchini pesanti

mani incrociate e maglioni di lana.

È tutto il mondo che PARLA

dentro un vagone

che sfreccia 

verso la sua destinazione.

AMBRA NEL CUORE

La gemma cristallizzata del mio amore è eterna come il tempo…

Tu, vecchia quercia, ti fai scherzi del destino.

Ti spegni e ti riaccendi, una pompa di carburante barcollante al centro del petto,

la tua pelle è fragile come carta velina,

sei tornata piccola, quasi una bambina…

La clessidra del tempo fa scorrere la sabbia ancora più veloce

e quella rimasta pesa sempre meno.

Si spacca il cuore al pensiero

ma il mio sentimento è AMBRA,

così ho la certezza che i cambiamenti e gli anni non potranno mai cambiare la SOSTANZA

di questo amore.

L’imprevisto fa rumore

Organizzare il tempo
alla stregua delle pedine di una scacchiera infinita
roteando qua e là
simili a trottole
imbrigliate dalla velocità.
E quando l’imprevisto arriva,
come la tristezza,
ricorda il rumore della neve che cade.

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A LITTLE PRECIOUS LIFE

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E’ la MALEDIZIONE luminosa di una PICCOLA VITA

RINCHIUSA dentro i confini di una scatola,

nata accessoriata di un occhio capace di VEDERE

il MIRACOLO unico della giovane foglia d’erba sotto i raggi del sole

le variazioni del RESPIRO di un uomo

e le particelle volatili dello scorrere del TEMPO.

E’ una VITA PREZIOSA

con un cuore ad OROLOGERIA

che ticchetta COMPRESSO dentro le pareti di questa PRIGIONE

mentre la sabbia della clessidra scorre INESORABILE

sempre più VELOCE.

STELLE E STALLE

Sulla piacevole onda del Christmas Tag, anche se leggermente rivisitato, e di Viola che ringrazio tantissimo…

E se poi voleste partecipare…beh…verrò a leggervi più che volentieri! 

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Il mio Natale…
È l’improvviso velocizzarsi delle scadenze al lavoro.
È il piccolo abete di plastica perennemente addobbato estratto dalla scatola della mia adolescenza.
È l’albero di Natale di adesso caricato di ricordi raccolti insieme anno dopo anno.
È lo scorrere del tempo e l’allontanarsi degli amici di prima.
Sono i mercatini di Santa Lucia e la punta del naso ghiacciata.
È la difficoltà sempre maggiore di sentire davvero l’atmosfera.
È la collezione di piccoli presepi scovati qua e là.
È l’orchidea comprata con mia madre lo scorso Natale e ora in piena fioritura.
È l’insieme delle luci soffuse che lampeggiano in sala tutta la notte.
È la passeggiata per il centro di Bologna tra le strade illuminate a festa.
Sono i mendicanti che aumentano a dismisura lungo i portici e le monete tenute per l’occasione.
È l’illuminarsi del giardino con ghiaccioli di luce bianca.
È il regalo sempre uguale per mio padre.
È la cena di pesce a Cesenatico alla vigilia di Natale con mio marito ed il ricordo della sua proposta di matrimonio sul Porto Canale.
È la stanchezza dell’anno quasi finito che pesa sulle spalle.
È il pranzo caldo di Natale coi parenti più amati e la briscola nel pomeriggio.
Sono i sacchi formato famiglia di crocchette e le scatolette affidate alle mani volontarie del canile e del gattile della città.
È l’impegno nel trovare proprio quel regalo, proprio per lui.
È l’allegro e delirante caos del pranzo di Santo Stefano a casa dei suoceri.
È il sonno profondo della gatta sotto le fronde dell’albero di Natale.
È il silenzio della casa il 27 dicembre.
È il calendario dello Smembar comprato all’ultimo per la mia nonna quercia.
Sono i nastri colorati dei pacchi legati come un fiocco al collo del nostro cane.
È l’amore di una famiglia semplice ma senza nuovi rami.
È il tempo che passa senza posa e lo sforzo giornaliero di essere felici.

Il mio Natale è STELLE e STALLE, come una cometa e una grotta, ma sempre e comunque un IMPEGNO D’AMORE.

E a voi auguro un Natale speciale, proprio così, ESATTAMENTE COME LO DESIDERATE. 

BUON NATALE!

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