Il perfetto racconto del sangue

bambini e farfalle

L’ago d’improvviso ha offeso la pelle ed
una perla cremisi è spuntata sulla punta del mio dito,
disegnando trame di ragnatela.

Infine è rotolata a terra,
come l’indizio di una pioggia imprevista,
lasciando una traccia assoluta di me.

E ho ricordato la PERFEZIONE dell’Essere Vivente,
la cui storia è narrata nei più intimi dettagli,

quasi una ballata selvatica cantata da una voce solista con sullo sfondo un malinconico strumento,

da una goccia di SANGUE.
dello stato dell’ACQUA,
ma col colore del FUOCO.

Un amore così grande inciso nella memoria

Delle cose che osservo c’è n’è sempre una che mi colpisce maggiormente, pungentemente diretta oppure nascosta, che mi rimane impressa come lastra di una foto e spinge per uscire mentre mi accingo a scrivere il nuovo post del momento.

Oggi vi voglio raccontare di un amore.

Per lavoro ho conosciuto una signora di mezz’età, movenze gentili, abbigliamento dimesso, prossima alla pensione. Puntigliosa e accogliente, la definirei.

Suo marito lavorava con lei, socio della società. Era lui la trave che reggeva il tutto. 

Poi ha avuto grossi problemi di salute. Li ha tuttora, è un recupero lento, difficile, spinoso.

E’ un bell’amore il loro, nascosto tra gli anni e le difficoltà.

Lei è lì. Lo sostiene. Lo accompagna per mano. Aspetta che ritorni. E intanto ne fa le veci.

Non molla, non indietreggia, mai, dove lui non avrebbe indietreggiato.

Questa donna non è un capo, non è un muro. E’ evidente. E’ una donna. Una vita trascorsa. Figli. Nipoti. Gli anni che avanzano. Una donna normale.

Ma a me sembra una fiera, una leonessa, una tigre.

L’ho vista raccontare velocemente dei problemi di lui con occhi un pò più lucidi. 

E l’ho sentita farne le veci senza cedere nulla a nessuno, impalcatura di quella trave spezzata, salice, in attesa di un barlume di ritorno negli occhi di un uomo.

E’ bellissima. Commovente. Vera. Viva. Quella donna normale che difende la sua famiglia, la vita che ha costruito mattone su mattone insieme a suo marito.

Questo è quello che ho raccolto, questo è quello che spinge per uscire per essere raccontato.

Cogliere un amore così grande, al di là delle difficoltà, nudo di fronte alla vita ma vestito di dignità, sentirlo al di sopra delle parole, riempie l’animo.

Ripongo questa coppia nei cassetti nella memoria, tra le cose che non voglio dimenticare mai.

Io sono Leggenda

Venerdi sera sono riuscita a trascinare Orso al cinema a vedere “Io Sono Leggenda”, con Will Smith. A dir la verità, anche se il genere non è proprio nelle sue corde, Orso è stato bene felice di accompagnarmi, curioso dopo la cascata di elogi che da anni faccio al libro di Richard Matheson, da cui è stato tratto questo film, che è uno dei miei libri preferiti e fa parte viva dei ricordi del passato.

Silvia, come me cultrice del romanzo di fantascenza datato 1954, aspettava con la mia stessa foga di vederlo in immagini.

Quando l’ho incontrata, sabato sera, si è ritrovata ad ascoltare una recensione lapidaria…

Questo film non ci è piaciuto per niente. Ed è stato un flop anche nelle mie migliori aspettative.

Cioè dire che questo film è dedicato al libro è un sonoro errore….Forse solo la definizione allargata “liberamente tratto” può vagamente rendere il concetto.

Nel film ho trovato un Robert Neville che si lascia vivere, con la sola speranza di trovare altri superstiti, perso tra chiacchiere e feeling con manichini, non un lottatore che non cede d’un solo passo al  destino avverso, quale era stato creato dall’autore. Nelle immagini ho scovato un cane neanche pensato, una mamma con un bimbo mai esistiti e superstiti incredibilmente fuori luogo.

Insomma, l’impressione impellente è stata quella del classico filmone hollywoodiano, fatto solo di effetti speciali.

Della storia originale non ho trovato nulla, men che meno nel finale, impostato con una morale esattamente contraria rispetto a quella del libro.

Persino il titolo, “Io sono Leggenda” non deve essere l’esclamazione di un esaltato, il supereroe di turno, ma piuttosto una riflessione su come può cambiare la prospettiva, su quanto sia fragile la razza umana, di come sia facile diventare una “Leggenda”, al pari dell’Uomo Nero, di Dracula o di qualche altro mostro nato dall’immaginario collettivo.

Insomma,il risultato di questa pseudo recensione totalmente personale  è questo.

Se non avete amato il libro troverete il film un buon racconto, senza troppi particolari, buoni effetti speciali e non coglierete i dettagli.

Se avete adorato il libro piuttosto che spendere i soldi per un film che vi deluderà mettetevi davanti al camino a rileggere una bellissima storia di fantasia, che nasconde al suo interno grandi realtà.

Vi abbraccio forte e vi auguro un buon inizio settimana!

Come gli occhi dei conigli…

La mia nonna stamattina è andata all’Ospedale Civile per operarsi alle cataratte, situazione tipica delle persone anziane.

Era tranquilla, lei. Questa nonna cuore di quercia non è mai stata malata davvero fin d’ora. Eravamo più preoccupate noi,  sua figlia e sua nipote. 

Ieri sera, mentre le davo le gocce pre-operatorie, mi ha detto questa cosa raggelante….”Le facevo anche io le cataratte ai conigli, con forbici ed ago”.

Come commentare ??!! 🙄

Fortuna che mi hanno appena chiamato ed è già tornata a casa.

😀