Percussioni dipinte

Mi percuote latente come la vibrazione sulla pelle tesa del tamburo l’intuizione molesta di essere tutti punti in una enorme tela policromatica dipinta da un pittore PAZZO.

Emozioni


L’emozione è un fremito di ali di farfalla posate sulla pelle opaca di un’anima stanca.

Increspa il cuore improvvisa come il vento mentre soffia impetuoso sulla superficie immobile dello stagno specchiato in fondo agli occhi.

L’emozione è una siringa di adrenalina sparata direttamente dentro il cuore a riattivare il respiro.

Scalda, piccante come un peperoncino assaltato a morsi.

L’emozione PIZZICA

Per proprietà transitiva quindi se sono strano io sei strano anche tu…

STRANO [strà-no] n.m.

1. diverso dal solito, singolare; che desta perplessità, stupore: uno strano personaggio; vestire in modo strano; parlare una strana lingua;un fatto, un caso strano; uno strano comportamento |è strano, sembra strano che, stupisce che: è strano che non sia ancora tornato – 2. (lett.) estraneo; straniero: quasi romito, e strano / al mio loco natio(LEOPARDI Il passero solitario 24-25)

A volte, certo senza nessuna connotazione negativa badate bene, mi è stato detto che i miei più cari amici sono tutti soggetti strani. Niente di che a dire il vero, niente di assurdo o quello che è, solo caratteri forti e singolari, gusti diversi, approcci anomali. Probabilmente anche io, per chi non mi ha vissuto, assomiglio spesso ad un labirinto senza via d’uscita, una equazione senza soluzione apparente.

In realtà è sufficiente unire i puntini come nella pista cifrata del cruciverba per capirne la mia soluzione contenuta.

P.to 1 IO – sono quella che sono, così, come una pelle bianca senza protezione esposta al sole di agosto.

P.to 2 LORO – amici, non mettono l’apparenza davanti al proprio essere individui, FORTI, spesso SOLI, schivi ma non per questo privi di EMPATIA. Ci riconosciamo guardandoci negli occhi. Ci doniamo qualcosa ad ogni incontro. 

P.to 3 GLI ALTRI – amici anche essi, o conoscenti, che possono andare e tornare, che seguono il flusso. Si percorrono piacevolmente tratti di strada fianco a fianco ma il riconoscimento non avviene mai.

P.to 4 TEMPO – con LORO il tempo non esiste. Il conteggio si ferma e riparte nel momento in cui si sta insieme. Non serve una frequentazione continua, il legame rimane inspiegabilmente vitale.

P.to 5 EGOISMO (o DIGNITÀ) – IO e LORO abbiamo probabilmente in comune una dose di sano egoismo, che si attiva puntualmente quanto qualcuno, o qualcosa, cerca di spingerci a modificare il nostro modo di essere, per inscatolarci nel Sistema. 

P.to 6 VISIONE DI INSIEME – in non riconoscersi porta gli ALTRI a scrutare il soggetto senza davvero capire, a formulare soluzioni anche a fin di bene senza azzeccarci mai, per poi inserirlo, irrimediabilmente, nella categoria STRANO…

Serenamente, la punta temperata di fresco di matite di tutti i colori, ho provato molte volte ad unire i puntini di questa curiosa pista cifrata per trovare altre interpretazioni ma alla fine l’immagine che emerge è sempre la stessa. 

E racconta che tutti, prima o poi, verremo codificati come strani, ad alcuni capiterà spesso, ad altri un po’ meno, ma certamente avverrà.

Questo perché alla fine, da qualsiasi parte la osservi, la stranezza sta sempre e solo negli occhi di chi ci guarda.

Nella MIA OMBRA

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Om·bra/
sostantivo femminile
La figura che un corpo opaco proietta su una superficie e che ne riproduce, più o meno alterata, la forma

Specchio dell’IO, strettamente collegata, speculare ed opposta, INDISSOLVIBILE,
immagino l’OMBRA come la METAFORA del NOI, vitale e silenziosa,
ad evidenziare quelle parti dell’ESSERE non visibili ad occhio nudo
e, come tali,
Più SCURA e DEFINITA in presenza di LUCE, LABILE e LEGGERA all’approssimarsi dell’OSCURITA’,
SIMILE all’ANIMO UMANO nel percorso DELLA VITA.

Semplificando,
in quest’OMBRA voi vedete ME STESSA,
e nell’IMMAGINE riflessa
Ipotizzate QUELLO CHE VIVO, immaginate QUELLA CHE SONO
lasciando nei MARGINI e nei DETTAGLI non chiaramente definiti
ciò che SOLO chi è stato capace di entrare nel profondo, di VEDERMI DAVVERO,
ha potuto CAPIRE.

 

Scioglilingua di desideri

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Voglio ululare come lupo alla luna nel buio della lucida notte scura,
osservare dall’alto gli uomini e le case con occhio d’aquila alla linea dell’orizzonte
e vento tra le piume
nuotare dentro una goccia di rugiada del mattino
danzare leggiadra sotto la pioggia di primavera alla base dell’arcobaleno
voglio saturare i miei sensi di polline e di miele.

Desiderando desiderosa di sentire sentendo di provare provando…
Quasi un cieco senza direzione
che osserva il mondo tintinnante
tra la pelle e le dita
tra un sospiro e un respiro.