STELLE E STALLE

Sulla piacevole onda del Christmas Tag, anche se leggermente rivisitato, e di Viola che ringrazio tantissimo…

E se poi voleste partecipare…beh…verrò a leggervi più che volentieri! 

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Il mio Natale…
È l’improvviso velocizzarsi delle scadenze al lavoro.
È il piccolo abete di plastica perennemente addobbato estratto dalla scatola della mia adolescenza.
È l’albero di Natale di adesso caricato di ricordi raccolti insieme anno dopo anno.
È lo scorrere del tempo e l’allontanarsi degli amici di prima.
Sono i mercatini di Santa Lucia e la punta del naso ghiacciata.
È la difficoltà sempre maggiore di sentire davvero l’atmosfera.
È la collezione di piccoli presepi scovati qua e là.
È l’orchidea comprata con mia madre lo scorso Natale e ora in piena fioritura.
È l’insieme delle luci soffuse che lampeggiano in sala tutta la notte.
È la passeggiata per il centro di Bologna tra le strade illuminate a festa.
Sono i mendicanti che aumentano a dismisura lungo i portici e le monete tenute per l’occasione.
È l’illuminarsi del giardino con ghiaccioli di luce bianca.
È il regalo sempre uguale per mio padre.
È la cena di pesce a Cesenatico alla vigilia di Natale con mio marito ed il ricordo della sua proposta di matrimonio sul Porto Canale.
È la stanchezza dell’anno quasi finito che pesa sulle spalle.
È il pranzo caldo di Natale coi parenti più amati e la briscola nel pomeriggio.
Sono i sacchi formato famiglia di crocchette e le scatolette affidate alle mani volontarie del canile e del gattile della città.
È l’impegno nel trovare proprio quel regalo, proprio per lui.
È l’allegro e delirante caos del pranzo di Santo Stefano a casa dei suoceri.
È il sonno profondo della gatta sotto le fronde dell’albero di Natale.
È il silenzio della casa il 27 dicembre.
È il calendario dello Smembar comprato all’ultimo per la mia nonna quercia.
Sono i nastri colorati dei pacchi legati come un fiocco al collo del nostro cane.
È l’amore di una famiglia semplice ma senza nuovi rami.
È il tempo che passa senza posa e lo sforzo giornaliero di essere felici.

Il mio Natale è STELLE e STALLE, come una cometa e una grotta, ma sempre e comunque un IMPEGNO D’AMORE.

E a voi auguro un Natale speciale, proprio così, ESATTAMENTE COME LO DESIDERATE. 

BUON NATALE!

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Cotto a puntino

E allora ho ricominciato a studiare inglese…

Avevo “frequentato” questa lingua anni fa, durante e dopo la scuola, ma come molti della mia generazione non ne ho mantenuto la memoria, probabilmente a casa dell’inutilizzo.

Ora interessi e lavoro, oltre alla mia colossale testardaggine, mi impongono di riprenderne possesso.

E dopo qualche lezione la memoria sta tornando… la sensazione è simile all’osservare una pozza d’acqua e scorgervi dei pesci colorati o, meno romantico e più terra terra, come guardare il brodo bollire sul fuoco e vedere venire a galla i cappelletti… 

Ecco, oggi l’inglese è il mio cappelletto.

È cotto a puntino e la fame non fa che aumentare.

La vendemmia

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Tra maree di acini

grossi grappoli carnosi 

e l’odore di zucchero

La famiglia si raccoglie attorno alle viti feconde

con sulle labbra un sorriso e il canto.

La vendemmia avvolge settembre

come una mamma che

stringe tra le braccia un bambino gioioso

con le gote arrossate dal sole.

HO BISOGNO DEI MIEI SPAZI

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Odio gli ambienti chiusi
dove un sorso d’aria costa uno sforzo
per poco spazio
o troppi respiri.
Sopporto male
i dedali bui e umidi
in cui la via di fuga si allontana
fino a perderne memoria.

CLAUSTROFOBICA SENSAZIONE
Non di assenza ma di presenza,
un muro possente appoggiato sulle spalle e
gocce fredde che scorrono lungo la schiena.
VERTIGINI.

Combatto ma torna
come la nebbia della Pianura Padana
nei giorni del mezz’Autunno.

Un metodo infallibile per superarla
è utilizzare la schiena dell’Orso, PORTO SICURO,
osservando attentamente la terra sotto i miei passi.
Quasi come uno struzzo.

Oppure l’ARIA.
Quando nel mio tempo ho incrociato le lunghe gallerie
delle Varianti di Valico
al fronte di scavo tra la polvere e la luce dei fari,
entravi dentro la sua bocca come
Pinocchio nel ventre della Balena.
KM sotto terra
l’aria esterna soffiata a secchiate
dai ventoloni a soffitto, grandi come uomini,
profumava di PRIMAVERA.

OFFRESI ILLUSIONI DELLA MENTE PER NON FARSI VINCERE DALLA PAURA.
APPLICABILI A TUTTE LE SITUAZIONI.
SI VENDONO AL CHILO.

Strana cosa la RAGIONE UMANA.