Dentro una mail

Ed esplose il tuono
nel anfratto del tempo
compreso tra una meninge e l’altra
all’interno del labirinto del cervello.

E crebbe la rabbia
come un ruscello durante il temporale.
a far girare vorticosamente
la ruota del mulino.

E nel caldo della luce,
nel produttivo movimento,
fluirono battenti dalle dita le parole
atte a creare i confini,
plasmate a definire la forma
del GIUSTO e dell’ERRATO
in una trama qualunque
permeata di punti di vista
di troppi individui interessati
alla direzione del VENTO

Pubblicità Progresso “dove”?

Non amo decisamente commentare le notizie quotidiane dei media…

Non guardo telegiornali mentre sto a tavola, preferisco parlare con la persona che ho davanti, e mi informo attraverso la rete perchè nel mucchio ho la sensazione di riuscire a reperire notizie meno storpiate e certamente depurate dal vittimismo costante che si vuol far trasparire dai TG italiani.

Ma questa la devo proprio dire.

TUTTA ‘STA COSA DEL FERTILITY DAY HA BELLAMENTE ROTTO LE SCATOLE.

NON DOVREBBE ESSERE UNA TRA LE COSE PIU’ PRIVATE, PERSONALI, DELICATE CHE ABBIAMO COME ESSERI UMANI?

Giustamente in Italia la mettiamo in piazza come fosse uno show. OVVIAMENTE.

Io vi auguro GIOIA, FELICITA’, FIGLI SE NE VOLETE O NE AVETE e soprattutto, ma non meno importante, TUTTA LA LIBERTA’ DI SCEGLIERE E GESTIRE LA VOSTRA VITA SENZA SENTIRVI VEICOLATI DA QUESTE ASSURDE PUBBLICITA’ “PROGRESSO” (e poi, progresso dove!?!).

Spero perdonerete questa mia uscita un po’ alterata dagli schemi del blog, ma quando ce vò, ce vò!

Identità

Chi sono IO,
Se non quella che sono
Semplicemente me stessa.
Chi siamo noi,
noi che ci abbracciamo nel caldo della casa,
Una carezza ad un naso umido
E l’altra ad un manto di velluto grigio.
Cosa saremmo NOI
Se non fossimo così,
Casinisti e innamorati
Semplici ma complicati
Amanti e amati.
La nostra vita è quella che vogliamo
La complessità della semplicità e la fiducia davanti alle difficoltà.
Questa nostra casa è un nido, un letto, una luce soffusa
Pronta ad accogliere, non creata per allontanare.

Potremo mettere spaventapasseri ed inferriate,
Uomini neri alla porta e cani ululanti
Ma dentro, dentro questa CASA,
Dentro questi cuori
Non può,
Non deve
Finire
Questo senso di accoglienza che ancora permane.

COSA SAREMMO NOI,
NOI,
SENZA LA FIDUCIA
se non fantasmi, ombre nella notte tra molteplici solitudini?