Guarda OLTRE

Talvolta 

ci sono scelte che non sono scelte, 

strade portate avanti senza una vera destinazione 

o percorsi obbligati.

La verità è sempre nascosta in segreto dietro le porte degli occhi,

quale mostro si nasconde dentro quelle pozze scure,

quali le radici che trattengono le caviglie,

che segreti sussurra il vento che soffia contro il viso?

Un sguardo avventato produce castelli senza fondamenta. 

Non è mai una buona idea costruire palazzi su pavimenti danzanti.

STELLE E STALLE

Sulla piacevole onda del Christmas Tag, anche se leggermente rivisitato, e di Viola che ringrazio tantissimo…

E se poi voleste partecipare…beh…verrò a leggervi più che volentieri! 

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Il mio Natale…
È l’improvviso velocizzarsi delle scadenze al lavoro.
È il piccolo abete di plastica perennemente addobbato estratto dalla scatola della mia adolescenza.
È l’albero di Natale di adesso caricato di ricordi raccolti insieme anno dopo anno.
È lo scorrere del tempo e l’allontanarsi degli amici di prima.
Sono i mercatini di Santa Lucia e la punta del naso ghiacciata.
È la difficoltà sempre maggiore di sentire davvero l’atmosfera.
È la collezione di piccoli presepi scovati qua e là.
È l’orchidea comprata con mia madre lo scorso Natale e ora in piena fioritura.
È l’insieme delle luci soffuse che lampeggiano in sala tutta la notte.
È la passeggiata per il centro di Bologna tra le strade illuminate a festa.
Sono i mendicanti che aumentano a dismisura lungo i portici e le monete tenute per l’occasione.
È l’illuminarsi del giardino con ghiaccioli di luce bianca.
È il regalo sempre uguale per mio padre.
È la cena di pesce a Cesenatico alla vigilia di Natale con mio marito ed il ricordo della sua proposta di matrimonio sul Porto Canale.
È la stanchezza dell’anno quasi finito che pesa sulle spalle.
È il pranzo caldo di Natale coi parenti più amati e la briscola nel pomeriggio.
Sono i sacchi formato famiglia di crocchette e le scatolette affidate alle mani volontarie del canile e del gattile della città.
È l’impegno nel trovare proprio quel regalo, proprio per lui.
È l’allegro e delirante caos del pranzo di Santo Stefano a casa dei suoceri.
È il sonno profondo della gatta sotto le fronde dell’albero di Natale.
È il silenzio della casa il 27 dicembre.
È il calendario dello Smembar comprato all’ultimo per la mia nonna quercia.
Sono i nastri colorati dei pacchi legati come un fiocco al collo del nostro cane.
È l’amore di una famiglia semplice ma senza nuovi rami.
È il tempo che passa senza posa e lo sforzo giornaliero di essere felici.

Il mio Natale è STELLE e STALLE, come una cometa e una grotta, ma sempre e comunque un IMPEGNO D’AMORE.

E a voi auguro un Natale speciale, proprio così, ESATTAMENTE COME LO DESIDERATE. 

BUON NATALE!

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Il tarlo che lavora nel mio cuore

Ed è un tarlo

che si annida nell’oscurità pulsante 

di caverne interiori satolle di sangue.

Scava gallerie d’ombra,

il silenzio è il suo compagno,

mentre percorre chilometri senza farsi mai scoprire.

Poi arriva la notte

e con essa ti immergi 

nel morbido fruscio di lenzuola di seta 

ad accarezzare i polpacci, 

l’ultimo ricordo incandescente della lampadina 

che si raffredda 

Si perde nello sguardo,

ed esattamente un attimo prima

che si spenga il cervello

il tarlo ricomincia a lavorare 

di buona lena.

Èd è li, negli anfratti inondati dal buio,

che quel malefico lavoratore 

ha innalzato una fortezza 

con mille porte

dentro il tuo cuore.

 Getta gli inutili scudi

Le spade e le corazze.

È questo il momento in cui 

solo un abbraccio 

Può scalzare 

La PAURA.

Noi e il nostro INVERSO

Questo murales mi ha colpito…. 

Porta con se un fiume di ragionamenti, germogli, nella testa di coloro che lo guardano con occhi e cuore aperti.

Di emozioni è ricco l’Etere, quindi penso ne valga la pena. 

Lancio il sasso nella rete e lascio che anche a voi la pesca dei pensieri.

Buon fine settimana!

Semplificando…

 

SEMPLIFICANDO
questa nostra ESISTENZA è una metafora del CIELO
(oppure VICEVERSA?)
una grande pista aperta e un percorso ad ostacoli
in cui corrono nuvole,
volteggiano anime,
tra raggi di LUCE e costellazioni di TRAGEDIE.

Pensieri in viaggio

Nasco così e rinasco, nel tempo di un giorno, di un ora, di un secondo.
Nell’attimo in cui la goccia impiega a cadere.
E’ sempre stato cosi, tutte le volte che ho affrontato quei lunghi e solitari viaggi in auto.
Salgo in macchina rimuginando di cose razionali e pratiche, della casa, dei genitori, dell’ultimo conto da pagare.
E poi lentamente e sempre con una buona colonna sonora, inizio a ragionare e fare muovere le idee.
In quei momenti la mia mente pare la ruota di un mulino attivata dall’acqua e pronta a macinare pensieri.
L’altro giorno è partita così quella associazione di idee legate alla società, mentre Guccini cantava “Il vecchio e il bambino”.
Sto leggendo un libro sui giovani di oggi, giovani sfasati e fuori dagli schemi, che si vendono e si svendono nei locali in cambio di una ricarica per il cellulare.
Umanità, adolescenze illuse che il potere sia dato dall’immagine, con l’assoluta convinzione che quella madre operaia sbiadita e scarmigliata al termine della giornata non abbia saputo cogliere le occasioni della vita, si sia lasciata spegnere dentro volontariamente, inutilmente pensando alla fabbrica e al lavoro, per un misero stipendio.
Inutile dir loro che è anche per quello stipendio che mangiano a tavola tutti i giorni.
Questi figli, innocui e armati, l’unica cosa importante, il futuro di tante famiglie infelici.
Questi figli, disperati, opinione e visione di una società persa dietro l’inutile.
Fa paura riflettere su quanto siano cambiati in un decennio i giovani. Io dieci anni fa avevo 20 anni. Avevo appena iniziato a vivere.

Penso a 50 anni fa. La rincorsa all’industria, l’addio alla terra.
Uomini e donne volonterosi per i diritti acquisiti. Il diritto al voto, al lavoro. Le famiglie sempre meno numerose ma uno stipendio regolare, certezze, anche a costo di sottomettersi ai padroni della fabbrica. Appartamenti sempre più piccoli a causa del venir meno del tempo per la casa.

Penso a 100 anni fa. La terra e la famiglia.
Intere generazioni l’una a fianco all’altra nei campi e nella vita, una vita più breve, fatica e sudore, il contatto fermo con la natura.

Mentre guido tra i miei ricordi scovo l’immagine di mia nonna, forte venticinquina, mentre in sottoveste trinciava l’erba a lato del campo. Bellissima e pulita.

Chissà che le nuove novità mondiali non portino un segnale positivo, una nuova speranza.
La società ha bisogno di rinascere, necessita di nuovi ideali quanto una gola riarsa di acqua da bere.

Tormentati pensieri nel vento

Il buio del crepuscolo allerta gli animi all’incontro,

il vento tormentato preannuncia il ritorno delle streghe…

E’ passato un altro anno ed è quasi halloween, di nuovo.

Mi chiedo cosa ci prepari il futuro, noi carichi di attese e promesse.

E’ un periodo di transizione e cambiamenti, inquieta gli spiriti e li spinge a cercare ululando la strada e la verità.

Forse che questo vento porti qualcosa di buono, o qualcosa di nuovo, o chissà…

La notte delle streghe è domani. Poi seguirà l’autunno.

Per i metereopatici un pessimo periodo, volubilità alle stelle.

Staremo a vedere. Per ora godiamo dei fuochi caldi accesi ad allontanare le tenebre.

Saluti a tutti, docili o indomabili esseri chiamati UMANI.