DECOMPRESSIONE

cielo

Allarga le braccia
liberando il petto compresso

Alza la testa
tieni spalancati gli occhi
e guarda verso l’alto

RUOTA su te stesso
VORTICOSAMENTE
fino ad INVERTIRE Terra e Cielo

URLA
con tutta la tua VOCE

RESPIRA
fino a sentire i POLMONI riempire tutti gli spazi

ISPIRA la LUCE
e lasciala FLUIRE
nel sangue come fosse OSSIGENO

ESPIRA le OMBRE
pesi VELENOSI che ti fanno incurvare le spalle
che invischiano come petrolio

E col MOVIMENTO
nel RESPIRO
fino a dentro la vibrazione del SUONO
colora il tuo SPIRITO
di ARCOBALENI.

 

Il pensiero di un gatto e la primavera

La mia gatta ogni tanto impazzisce, piega indietro le orecchie come per prendere il volo, emette un trillo di campanella gattina e inizia a correre a trottola senza una vera destinazione.
La senti sfrecciare impetuosa su e giù per la casa superando con salti da gigante cose e persone.
Se la blocchi espone i denti aguzzi e morde, difficilmente però graffia con l’istinto di ferire, non vuole far male, vuole solo scappare.
Talvolta miagola, un suono basso e vibrante, che odora di desideri insoddisfatti.

E ad un tratto torna, la morbida palla di pelo ronfante che profuma di talco, e si ferma a guardare il prato fuori dalla finestra con le grandi pupille perse nel vuoto.
Chissà cosa sogna la mia gatta, se di inseguire farfalle o topolini, o magari semplicemente il calore del sonno sotto i raggi del sole.

Pare che tra animale e padrone si crei nell’amore una sorta di filo, di sintonia.

Sarà per questo che oggi il mio sguardo si sofferma sovente verso quel prato lontano e sento una smania latente, satura di voglia di fuggire e di correre al sole?

Oppure è semplicemente questo anticipo di primavera?

fuori

Nati per essere liberi

20161001_132733

Semplice destino di albero,
insieme ad altri alberi,
che nascono e crescono
più vicini al cielo, piantati nella terra.
Radici che si toccano,
si accarezzano e lottano,
si avvinghiano e si ribellano.
Limpida vita di albero
che balla al ritmo delle stagioni
accoglie la pioggia come un dono
la neve che fa da coperta
e il sole è nettare di miele.
E noi umani sempre più distanti,
che neppure rammentiamo il suono del vento tra le sue foglie.
Triste vita dell’uomo di oggi
Cosi povera
Così lontana
Da questa NATURA CHE RESPIRA.

La Carta della Libertà Individuale

Sui quotidiani oggi leggo che un imprenditore americano ha acquistato per una cifra record (strano 😉 !) una delle pochissime copie, e forse la più preziosa, della Magna Charta, datata 1297.

Durante i miei anni scolastici ovviamente un accenno a questo documento c’è stato, accenno appunto, dato il percorso tecnico della mia formazione. Solo oggi, umilmente lo ammetto, prendo in considerazione l’argomento.

La Magna Charta rappresenta il primo documento fondamentale per la concessione dei diritti dei cittadini. E’ stata scritta in un’epoca strana, di chiusure estreme e aperture illuminate.

Parla di libertà in un tempo dove un singolo sovrano governava tutto un singolo mondo. E gli abitanti non erano cittadini almeno quanto le formiche non lo sono nella terra mista dell’aia.

Copio tal quale da wikipedia….

“Tra i suoi articoli ricordiamo:

  • il divieto per il Sovrano di imporre nuove tasse senza il previo consenso del Parlamento,
  • la garanzia per tutti gli uomini di non poter essere imprigionati senza prima aver sostenuto un regolare processo (principio del “habeas corpus integrum”),
  • la riduzione del potere arbitrario del Re in termini di arresto preventivo e detenzione.

Leggere e riflettere su questa carta che parla di un diritto non incarcerato, di un libertà senza catene, seppure allora tutto questo non fosse altro che una piccola fiaccola e non il grande fuoco che divampa ora mi ha illuminato la giornata.

Nel XXI secolo il libero pensiero è stato raggiunto e spesso superato. Non riesco ad immaginare una vita cadenzata da obblighi talmente potenti da condizionarmi. C’è il mondo in cui muovermi a cavallo delle leggi.

Allora l’unica terra conosciuta era quella del padrone.

In un Allora così come lo immagino, una Magna Charta con limiti al potere del singolo in favore della garanzia di un processo, credo fosse un evento raro ancor più di un eclissi di sole.

Perdonate le possibili imperfezioni storiche, ma in quella carta vedo una porta nel futuro. 

California

Per un’inizio di giornata alla grande e per la partenza nell’ennesima settimana piena di cose da fare torniamo indietro nel 1980, con una Gianna Nannini nel pieno della forma e una bellissima canzone che sa di libertà…

Di seguito trovate il testo e in fondo cliccate sull’immagine, per poterla ascoltare….

Buon inizio settimana!

“Gianna Nannini – California

In una strada forse in una stanza
dietro mille finestre
noi guardavamo nella stessa direzione
e la storia si ferma
quando i padri sono stanchi
l’odio ci passava sopra
ma non ci separava
era California era via di là
quanto fiato nella gola
per rifare la realtà
era California era via di là
verso cosa non sapevo ma lo respiravo sembrava cielo
Guardami ora e dimmi cosa vedi
non è tutto passato
ma il sogno che interrompi non sarà più uguale
quasi senza le stelle
forse è più bello navigare
non c’è niente di perso e che non possa continuare
Siamo noi la california
siamo noi la libertà
pugni chiusi nelle tasche
sangue fragole realtà
siamo noi la california
siamo noi la libertà
siamo noi che lo guardiamo e ci sembra ancora
ancora cielooooooo”

Clicca qui…