Tra le crepe dei miei ricordi

wp-1470525264030.jpg

Percorro strade guidata dalle foto della mia memoria

nella testa rimbalzano immagini

di campi generosi di sola fatica nelle mani macchiate dal tempo

e sorrisi sbilenchi tra fondi di bottiglia azzurri e gocce di sudore.

SONO MILLE VOLTE GRATA DEL MIO SPIRITO CHE ANCORA ODORA DI TERRA

come quando da bambina

tra quei prati

allungavo le mani a raccogliere albicocche

per tornare nell’aia con il volto impiastricciato

e occhi vivi come un grillo nell’estate.

Tra il gracidare sordo delle raganelle e il vibrare del vento sulle canne dello stagno

in quelle pareti ho lasciato i miei anni d’infanzia.

Rimbomba vuoto nella testa il rumore del tempo,

si sdoppia la vista tra l’adesso e il passato

nel ritrovarli RUDERI.

E I RICORDI IN BOCCA HANNO IL SAPORE AGRODOLCE DELLE COSE PERDUTE.

Pillole di lavoro

20140120-150426.jpg
Muffin azzurri di rispetto con abbondante glassatura di stima, gentilmente offerti, come fiori inaspettati, da coloro a cui è stata imposta la tua presenza si accompagnano a pillole gialle e pungenti al sapore di limone da parte di chi ti dovrebbe regolarmente cibare.
Come sempre e come non mai al lavoro per sopravvivere occorre la regola amica dell’HAKUNA MATATA.

Buona vita a Voi.

Situazioni di invertita quotidianità

Alla fermata dello scuolabus stamattina bambini che aspettano mano nella mano ai loro papà.

Io alla solita scrivania immersa nella mastodontica lettura del labirintico nuovo Testo Unico per la Sicurezza dei Lavoratori.

Orso al Foro Italico a Roma, con suo padre, per vedere gli Internazionali di Tennis.

Ovviamente sua madre è al lavoro.

………..

……………..

Dov’ero quanto si è deciso per questa “parita/disparità” tra i sessi?!?

Boh! Forse ero in ferie io… 😉

…mi ri-immergo nello studio…. 😦

Uffa però, a Roma deve essere una bellissima giornata!

Tempo per tempo, tempo per me.

E’ il tempo, lui, quell’ambiguo sussurro che oramai bramo.
Oh, il tempo per godere dell’aria del mattino e della bruma della sera.
E invece no.
Il ticchettio dei tasti, inamidato di elettricità
Il suono incessante di suonerie altalenanti accompagnatrici moleste di richieste mai sazie
E il chiacchiericcio tecnico, un po’ per fare un po’ per parlare,
accompagna come un tatuaggio le ore mie diurne.
E il sonno arriva presto nella giovane notte
Ad abbracciare le membra calde, la testa pesante.

Il tempo che vorrei dilatare corre veloce sul filo del giorno.
Non trovo tempo per concludere e iniziare.
Non vedo tempo per porgere una carezza agli amici lontani.

Tornerà, poiché il tempo è momenti e lunghi spazi liberi e selvaggi,
perché la storia è fatta di corse e di riposi.

Vorrei una vacanza, combinazione di tempo e di giornate ariose.

Per ora bramo, tempo su tempo, di fare quello che amo,
per farlo fatto bene.

Perché alla fine è il tempo a fare da padrone,
benché ben addestrato ogni tanto libera i suoi lacci
E scappa via.

Messaggeria istantanea

Solo da quando lavoro qui ho scoperto Messenger…   

Ovviamente non ci si può passare dietro troppo tempo, dato il luogo in cui si usa, ma è un utile ausilio per il passaggio di informazioni, poche battute e anche scambi di opinioni.

Dopo un anno che sono qui non ho ancora gli indirizzi di tutti, ma quelli che ho mi sono utili….  

Ed è incredibile come, se succede qualcosa da una parte dell’ufficio, esattamente dalla parte opposta un attimo dopo si sappia già cos’è avvenuto.  

Indubbiamente Messenger ha i suoi pro e i suoi contro, ma di certo il suo utilizzo garantisce dialoghi che, non esistesse, vuoi per il tempo e per tutte le altre variabili, non sarebbero mai avvenuti. E permette pure di conoscersi un pò di più.    

Di certo questo venerdì pomeriggio è passato più veloce, dopo aver scoperto alcune nuove funzioni della Messaggeria istantanea può famosa nel mondo! E in tutto l’ufficio, in un sospiro, lampeggiano colorate finestrelle con nuovi messaggi di prova…. 

Bene, e con questo post. un pò fuori dalle righe, vi auguro di cuore un fine settimana 

BACI

3 minuti di troppo

Oggi sono venuta al lavoro direttamente da casa di Orso, via autostrada.
I manifestanti per lo sciopero degli autotrasportatori proprio all’uscita dell’A14 hanno bloccato la rotonda, quindi tutto il traffico viaggiante.
Sono entrata al lavoro esattamente 33 minuti dopo all’orario di apertura aziendale. Ciò nella mia azienda comporta 1 ora in più in ufficio, timbro cartellino alle 18.45 piuttosto che alle 17.45.
Ora, lo ammetto, difficilmente sarei riuscita ad arrivare entro il giusto orario, ma rimanendo all’interno dei 30 minuti fatidici sarei tornata a casa alle 18.15.
Quei 3 minuti in più mi hanno fregato altri 27 minuti, il tutto a causa del blocco all’uscita dell’autostrada, 15 minuti ferma davanti alla porta aperta del telepass mentre il traffico non scorreva…
Cosa volete che siano 27 minuti non pagati….Nulla di che, normalità, ma di lunedì sera, senza urgenze e senza lode, sarei volentieri tornata a casa prima. Non è forse un mio diritto?
No, perché la manifestazione ha vita propria.
Su quella rotonda rischi di investimento, urla e cartelli. Sfottò, anche. E la strada bloccata.
Ognuno ha diritto di manifestare un problema, un disagio.
Però lo ammetto, sapendo di dire per molti un eresia, io non sopporto gli scioperi selvaggi. E poi in questo periodo dell’anno, quando i trasporti sono oro, a 15 giorni dal Natale.
Dove finisce il diritto e dove inizia il dovere? Voglio chiederlo a voi.

La mia giornata.

Ora vi racconto le mie ultime giornate….

Svegliarsi la mattina è sempre uno shock 1.gif!!!

Al lavoro in questi giorni varcare la soglia è un enigma 2.gif . Oltre al solito carico di dicembre mi trovo davanti una commessa complessa e diversa dal solito.
La similitudine più corretta per questi tempi lavorativi è un mix tra una arena di belve feroci 3.gif e Spiderman 4.gif.
Altro che sport 5.gifgiorni come questi tappezzati di telefonate e di richieste di clienti ti fanno sentire sulla cresta dell’onda 6.gif ma che fatica però7.gif nemmeno il tempo di mangiare un boccone8.gif!

E scrivere sul blog poi nemmeno a parlarne…Ogni tanto sarebbe stata utile un po’ di magia 9.gif………… 10.gif!!!

Ma anche oggi, come sempre, è finita….11.gif
A casa una bella doccia, un po’ di relax e poi via 12.gif verso un dolce sonno 13.gif ….

E domani…si ricomincia!!!
Ok, lo ammetto… un po’ di sana adrenalina….mi piace14.gif!

15.gif

Ps. Le immagini sono merito della mia mamma, sempre alla ricerca di nuove simpatiche faccine!

Espressione e vincolo di un lavoro sicuro

Questa settimana è stata proprio piena….
Ho girato, pensato, parlato e trattato….
E tra i vari discorsi, i lavori e le riunioni non sono riuscita a fare altro.

Capita sempre così, quando si hanno tante cose da fare, si rischia di non avere il tempo per analizzare ed assorbire persino una magnifica notizia.
Ieri ho firmato l’aggiornamento del contratto con la mia azienda…
Sarà per fortuna o per meriti certo per la prima volta nella vita pare che sia arrivata nel posto giusto al momento giusto.
Ricordate a febbraio 2007 quando vi ho parlato del nuovo lavoro? Della prospettiva di 4 anni di apprendistato professionalizzante, nel settore in cui già da anni lavoro, colpa un po’ di un cavolo di contratto co.co.co o co.pro che dir si voglia e di spese inferiori a carico del Datore di lavoro in caso di assunzione di apprendisti?
Nella settimana passata la notizia e la firma.
Risultato conquistato: salto di colpo 3 anni e 1 mesi di apprendistato e dal 1 gennaio 2008 dipendente a tempo indeterminato. E’ stupendo!
Voglio evitare di parlare della difficoltà che un datore come il mio normalmente faccia sconti, mentre vorrei lasciarvi l’impronta della felicità che ho dentro ora.
Nel mio percorso anni fa passai da sicura dipendente a collaboratore nella speranza di un futuro migliore.
Mi buttai a capofitto come co.pro, per fare esperienza ed avere qualche possibilità in più crescendo…Ma questi contratti atipici, sapete bene come la penso per provato sulla pelle, logorano lentamente…
Il lavoro magari anche buono, un po’ sottopagato ma si fa…quale pecca allora? Un affitto che non si può considerare se non “raccomandati”, un mutuo inattivabile senza altre firme…Come fare se al mostrar dell’ultima busta paga l’occhio del venditore, scorta la parola “collaborazione”, spegne il sorriso e accende i sensori di divieto?

Quello che mi riempie di gioia ora e mi stupisce?
Pensare che dal 1 gennaio potrò mostrare la mia busta paga a chi di dovere senza dovermi sentir chiedere per forza se ho genitori che possono garantire per me, nemmeno per l’acquisto di una macchina.

In questo post ci sono tante chiacchiere, e forse non è nemmeno tanto chiaro. E’ buttato giù di botto.

Sarà perché so quanto è difficile oggi trovare un lavoro che piaccia e che soddisfi, o almeno che permetta di vivere dignitosamente o forse perchè ho la certezza che io, testa di collaboratore trasformata in dipendente, comunque non perderò quell’imprinting che mi porta a tenere all’azienda e al lavoro quasi fosse il mio, sarà perché credo nella mia attività.

Mi rendo persino conto di quanto è triste sentire che il tempo quasi torna indietro, piuttosto che avanzare per le nuove generazioni.

In tutti i casi, rischiando forse di ricadere nello scontato o nel vecchio, oggi mi sento di dire che sono felice di immaginarmi presto come una sana ed inquadrata dipendente a tempo indeterminato che timbra un cartellino ogni mattina. Di poter avere solo le ferie che mi spettano, ma di poterle pretendere. Di poter fare figli senza timore di essere licenziata. Di poter disporre di una futura liquidazione. E di poter finalmente pensare davvero ad un mutuo e ad una casa.
O forse è solo che non sono portata per le cose troppo atipiche.

Di certo oggi mi sento un po’ più serena di ieri.

Oggi mi sento più libera. Che strano, vero? 😀