Satelliti

Matura
l’onda della struggente attesa
sulle note di una canzone,
come bimbi saltellanti nel gioco della campana
echeggia il picchiettare dei tasti di una vecchia macchina da scrivere.

Morbide labbra piene accompagnano un sorriso bianco
di memorie avvolte nella spirale dell’infinito.
Gli occhi imprigionati nel vetro proiettano immagini di fantasmi
impressi nella pellicola del FU.

E’ nato prima l’uovo o quelle grandi ali?
Furono inizialmente i ricordi oppure la trama della più dolce malinconia?

E nei passi che si allontanano E’ SOLO MUSICA… 

QUELL’INTENSO, INEBRIANTE PROFUMO DI VANIGLIA…

Mi piace la musica ma amo il silenzio…

E’ sempre forte la sensazione che nel silenzio si amplifichino i dettagli. Che i particolari spicchino come sangue sulla neve.

Sono una persona visiva, più che uditiva. Ciò che vedo ricordo, spesso per anni, visi, case, fiori, istanti bloccati.

Quel che ascolto non sempre rimane nella memoria, spesso scompare in un lampo se non sviscerato al momento. Sarei una pessima concorrente di un quiz musicale, associare i titoli alle canzoni non mi è mai riuscito. Le ascolto, il più delle volte come contorno non indispensabile di altri gesti, altre solidità.

In me solo gli odori si avvicinano alla precisione della memoria dello sguardo, con il difetto di riemergere senza associarsi al momento di origine, rimanendo lì come sospesi, senza trovare una collocazione certa.
Strana cosa davvero la mente dell’essere umano.

Poi ci sono i ricordi delle emozioni.

Vi è mai capitato di provare IMPROVVISAMENTE qualcosa nel petto e di chiedervi in quale occasione abbiate già sentito quella strana, intensa sensazione? Un po’ come mangiare uno squisito dolce al cucchiaio, voluttuoso nella sua essenza pannosa, lasciandovi avvolgere dal profumo di vaniglia, adagiandosi sulla terrena compattezza croccante del caramello…

Ecco, cosi dentro di me sono i RICORDI delle EMOZIONI.

Ed è lì, in quel punto inesplorato che improvvisamente può illuminare di strani collegamenti le mie sinapsi, al pari di una metropoli dallo spazio, proprio lì a volte il silenzio e la musica si fondono, quando un istante si ferma in un battito di ciglia ed inizia a ballare, oppure nel momento in cui incontro una di quelle canzoni che più di musica si chiamano poesia.

E magari, mentre stringo il volante nel buio della sera inoltrata, nelle orecchie le note basse e la voce roca di quel cantante un po’ retrò, mi sembra di nuotare nel silenzio della mia mente ed di sentire, improvvisamente, in fondo al naso, un intenso, inebriante profumo di VANIGLIA…