La pupilla è aguzza come una falce di luna e appuntita la lingua dentro il becco ad armare le sue parole…

Sono arruffate queste piume,
mentre tenta di sollevarsi in volo
appesantito dalla polvere della città,
le lunghe zampe esili,
e un casco sbilenco allacciato goffamente
protegge la fronte
portatrice di sogni e di idee.

È un airone ammaccato
sbeccato
incurvato
Il soldato di questo domani

ma la pupilla è aguzza come una falce di luna,
appuntita la sua lingua,
e il suo pensiero è lucido
mentre il sole si riflette sul ricordo
del bianco perlaceo di quelle ali.

Nell’alba di DOMANI vive ancora la SPERANZA
di sfiorare con le dita
i colori
dell’ARCOBALENO.

il futuro di un mondo di plastica

Tesi corpi compatti
e occhi allungati sui volti di porcellana dipinta,
gesti sinuosi a far da padroni
nell’impatto emotivo
dell’IMMAGINE DI SE’.
Apparenza e sostanza
FUSE
nel cesellato calderone delle COSE BELLE.

Riempiamoci gli occhi mentre sogniamo carezze impossibili.
Chi MAI potrà tracciare la linea
tra il reale
e l’immaginato
davanti ad una cotanta COPERTINA.

Mi chiedo COME (!) riconosceranno il percorso
coloro che nasceranno
in un mondo di sola plastica
stampata in 3D.

Ho visto cose….E’ Tempo…

Vi ricordate Blade Runner, il film di fantascenza con Rutger Hauer dell’1982, ispirato dal romanzo Ma gli androidi sognano pecore elettriche? di Philip K. Dick?

Da quel film, ne parlavano l’altro giorno alla radio, è rimasta una frase dell’immaginario collettivo, che parla di posti lontani, di dolore e conoscenza, che appassiona.

Ricordo la prima volta che vidi il film rimasi colpita da quelle frasi pronunciate con voce debole e rauca, sotto la pioggia…La seconda volta registrai gli ultimi minuti per potermi scrivere quelle parole che così tanto mi avevano colpito.

Solo dopo scoprii che non era capitato solo a me.

In tutti i caso oggi ve le riporto qui, un pò sotto forma di ricordo e un pò come monito e riflessione…

E’ rimasto ancora qualcosa da scoprire? Che rimarrà di noi nel tempo? Quanto andrà perduto? E quanti altri interrogativi riusciamo a porci ascoltando queste poche righe immemori?

Un abbraccio forte e sogni di luoghi lontani.

« Io ne ho viste cose che voi umani non potreste immaginarvi.
Navi da combattimento in fiamme al largo dei bastioni di Orione,
E ho visto i raggi B balenare nel buio vicino alle porte di Tannhäuser.
E tutti quei momenti andranno perduti nel tempo…
come lacrime nella pioggia.
È tempo…di morire. »

La Carta della Libertà Individuale

Sui quotidiani oggi leggo che un imprenditore americano ha acquistato per una cifra record (strano 😉 !) una delle pochissime copie, e forse la più preziosa, della Magna Charta, datata 1297.

Durante i miei anni scolastici ovviamente un accenno a questo documento c’è stato, accenno appunto, dato il percorso tecnico della mia formazione. Solo oggi, umilmente lo ammetto, prendo in considerazione l’argomento.

La Magna Charta rappresenta il primo documento fondamentale per la concessione dei diritti dei cittadini. E’ stata scritta in un’epoca strana, di chiusure estreme e aperture illuminate.

Parla di libertà in un tempo dove un singolo sovrano governava tutto un singolo mondo. E gli abitanti non erano cittadini almeno quanto le formiche non lo sono nella terra mista dell’aia.

Copio tal quale da wikipedia….

“Tra i suoi articoli ricordiamo:

  • il divieto per il Sovrano di imporre nuove tasse senza il previo consenso del Parlamento,
  • la garanzia per tutti gli uomini di non poter essere imprigionati senza prima aver sostenuto un regolare processo (principio del “habeas corpus integrum”),
  • la riduzione del potere arbitrario del Re in termini di arresto preventivo e detenzione.

Leggere e riflettere su questa carta che parla di un diritto non incarcerato, di un libertà senza catene, seppure allora tutto questo non fosse altro che una piccola fiaccola e non il grande fuoco che divampa ora mi ha illuminato la giornata.

Nel XXI secolo il libero pensiero è stato raggiunto e spesso superato. Non riesco ad immaginare una vita cadenzata da obblighi talmente potenti da condizionarmi. C’è il mondo in cui muovermi a cavallo delle leggi.

Allora l’unica terra conosciuta era quella del padrone.

In un Allora così come lo immagino, una Magna Charta con limiti al potere del singolo in favore della garanzia di un processo, credo fosse un evento raro ancor più di un eclissi di sole.

Perdonate le possibili imperfezioni storiche, ma in quella carta vedo una porta nel futuro.