Il pensiero di un gatto e la primavera

La mia gatta ogni tanto impazzisce, piega indietro le orecchie come per prendere il volo, emette un trillo di campanella gattina e inizia a correre a trottola senza una vera destinazione.
La senti sfrecciare impetuosa su e giù per la casa superando con salti da gigante cose e persone.
Se la blocchi espone i denti aguzzi e morde, difficilmente però graffia con l’istinto di ferire, non vuole far male, vuole solo scappare.
Talvolta miagola, un suono basso e vibrante, che odora di desideri insoddisfatti.

E ad un tratto torna, la morbida palla di pelo ronfante che profuma di talco, e si ferma a guardare il prato fuori dalla finestra con le grandi pupille perse nel vuoto.
Chissà cosa sogna la mia gatta, se di inseguire farfalle o topolini, o magari semplicemente il calore del sonno sotto i raggi del sole.

Pare che tra animale e padrone si crei nell’amore una sorta di filo, di sintonia.

Sarà per questo che oggi il mio sguardo si sofferma sovente verso quel prato lontano e sento una smania latente, satura di voglia di fuggire e di correre al sole?

Oppure è semplicemente questo anticipo di primavera?

fuori

Come l’acqua del fiume che incontra la diga

penso

Arriva impetuoso.
È il desiderio di scrivere,
la necessità incalzante di fare uscire
le emozioni che premono per scappare.
Ed è un balzo dello stomaco,
una sensazione di saturazione e blocco nel contempo,
come l’acqua del fiume che incontra la diga.
Quindi
spengo i sensori esterni
accendo i riflettori all’interno di me
apro le paratoie e mi lascio cadere nel vuoto.

HO BISOGNO DEI MIEI SPAZI

medusa

Odio gli ambienti chiusi
dove un sorso d’aria costa uno sforzo
per poco spazio
o troppi respiri.
Sopporto male
i dedali bui e umidi
in cui la via di fuga si allontana
fino a perderne memoria.

CLAUSTROFOBICA SENSAZIONE
Non di assenza ma di presenza,
un muro possente appoggiato sulle spalle e
gocce fredde che scorrono lungo la schiena.
VERTIGINI.

Combatto ma torna
come la nebbia della Pianura Padana
nei giorni del mezz’Autunno.

Un metodo infallibile per superarla
è utilizzare la schiena dell’Orso, PORTO SICURO,
osservando attentamente la terra sotto i miei passi.
Quasi come uno struzzo.

Oppure l’ARIA.
Quando nel mio tempo ho incrociato le lunghe gallerie
delle Varianti di Valico
al fronte di scavo tra la polvere e la luce dei fari,
entravi dentro la sua bocca come
Pinocchio nel ventre della Balena.
KM sotto terra
l’aria esterna soffiata a secchiate
dai ventoloni a soffitto, grandi come uomini,
profumava di PRIMAVERA.

OFFRESI ILLUSIONI DELLA MENTE PER NON FARSI VINCERE DALLA PAURA.
APPLICABILI A TUTTE LE SITUAZIONI.
SI VENDONO AL CHILO.

Strana cosa la RAGIONE UMANA.

Notte d’argento

La magia della notte ha qualcosa di insensato

Aggiungici la luna che si specchia sul mare

E il tempo reale si ferma 

In questo argento coricato sul nero.

Sfumatura delicata tra umiltà e saggezza 

Viva come campanelli dentro una risata

Si riflette negli occhi dilatati

E accompagna il silenzioso rumore delle notti d’estate.

Parla la notte

cielo stellato national geographic

Ci sono notti, notti così,
che non sai dove andare,
arrotolato su te stesso senza riuscire a scappare.
Notti così piene,
fino a sentirti spaccare dentro
e notti vuote
da lasciarsi scivolare addosso.
Notti senza cuore, diceva una canzone,
dissolte nell’oblio.
E quelle notti calde,
di piume e lenzuola.
Notti silenziose, da fare quasi paura
e notti che parlano parlano parlano
senza saperle fermare.
Poi quelle notte in cui le stelle quasi saltellano
e sembrano scintille.
E infine notti di velluto per avvolgerti e dormire.

Riflessioni di FORMICHE e CICALE

Qual è il meccanismo profondo che comanda la VOLONTA’?

E’ l’ELETTRICITA’ del cervello l’energia primaria o per caso la PRESSIONE IDRAULICA di questi fragili cuori?

Ma la FELICITA’ che ci fa vibrare da dove sgorga? Non percorre forse gli stessi canali di queste LACRIME amare?

GRATTA nel respiro il DOLORE, raschia come SABBIA sulle ferite e come il SALE le guarisce.

Con la TENACIA non si genera sempre, interconnessa come un’ombra, la necessità intrinseca di trovare il nostro OBIETTIVO NELLA VITA?

E il RISO, quello di pancia e di gola che ci obbliga a socchiudere gli occhi, è forse l’espressione più pura della nostra VITALITA’?

Avranno le ALI, i SOGNI, ali candide come le nuvole o ali di cera mentre si avvicinano al SOLE?

Siamo INFINITO e NIENTE, operosi mondi di FORMICHE e CICALE dentro prati ben più grandi di noi.

SIAMO ESSERI UMANI.