A volte il GESSO è la scelta migliore

Sono come PASTA nelle mani della VITA

Mi plasma e mi trasforma

Ma la MATERIA non perde mai il proprio SPAZIO.

In questo modellarmi continuamente 

divento ELASTICA, divento RESISTENTE

come una GINESTRA.

Nasco granito

Voglio diventare creta, o GESSO, magari.

Per sfaldarmi, disperdermi

Ma CONTROLUCE 

Non dimenticare il mio riflesso.

 E come polvere occupare ogni angolo, 

Perché NON MOLLO MAI.

Ma soprattutto

è troppo secco, troppo LUGUBRE,

il suono della pietra più dura 

quando lo scalpello della sofferenza 

colpisce nel punto di rottura.

Mi stringe il cuore, rimbomba di VUOTO.

Non ha SOLUZIONI.

Tra le crepe dei miei ricordi

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Percorro strade guidata dalle foto della mia memoria

nella testa rimbalzano immagini

di campi generosi di sola fatica nelle mani macchiate dal tempo

e sorrisi sbilenchi tra fondi di bottiglia azzurri e gocce di sudore.

SONO MILLE VOLTE GRATA DEL MIO SPIRITO CHE ANCORA ODORA DI TERRA

come quando da bambina

tra quei prati

allungavo le mani a raccogliere albicocche

per tornare nell’aia con il volto impiastricciato

e occhi vivi come un grillo nell’estate.

Tra il gracidare sordo delle raganelle e il vibrare del vento sulle canne dello stagno

in quelle pareti ho lasciato i miei anni d’infanzia.

Rimbomba vuoto nella testa il rumore del tempo,

si sdoppia la vista tra l’adesso e il passato

nel ritrovarli RUDERI.

E I RICORDI IN BOCCA HANNO IL SAPORE AGRODOLCE DELLE COSE PERDUTE.

…e lasciatela fluire…

Cliccate sull’immagine, raggiungete youtube

CHIUDETE GLI OCCHI E LASCIATELA FLUIRE…

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La musica classica è così,

un fluido che scorre come acqua dentro il nostro spirito assetato.

Spinge, satura, forma cascatelle.

Le VEDETE quelle gocce che saltellando fanno tintinnare le corde nascoste del vostro io?

La SENTITE la nota purificatrice che impedisce al pensiero altro che non sia l’armonia?

COGLIETE il nero, il rancore, il dolore,

spinti fuori a forza da quest’anima traboccante di una MELODIA che prorompe,

vibranti come una cassa armonica di pelle, ossa e respiro?

 Questo è sempre stato il mio modo per scacciare il dolore
PREMO PLAY, CHIUDO GLI OCCHI E LA LASCIO FLUIRE…

Quella fune sottile tra serenità e mancanza

 

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Donna…

culla di emozioni…

grembo di vita che impasta desideri

sogni realizzati e necessità irrealizzate

differenze e somiglianze

gioia e mancanza…

Donna..

pienezza di mamma o soddisfazione di essere umano,

non sempre allineate per scelta,

accettazione di destini avversi o diversi…

Quante identità in una sola parola

prorompono con lacrime e sorrisi,

contengono,

assorbono,

canestri satolli, doloranti.

Ed è come un funambolo col suo trucco pesante

mentre percorre quella fune sottile sospeso nel vuoto.

Ed è come sentirsi il cuore ricoperto di sale

mentre l’anima vola.