Il tarlo che lavora nel mio cuore

Ed è un tarlo

che si annida nell’oscurità pulsante 

di caverne interiori satolle di sangue.

Scava gallerie d’ombra,

il silenzio è il suo compagno,

mentre percorre chilometri senza farsi mai scoprire.

Poi arriva la notte

e con essa ti immergi 

nel morbido fruscio di lenzuola di seta 

ad accarezzare i polpacci, 

l’ultimo ricordo incandescente della lampadina 

che si raffredda 

Si perde nello sguardo,

ed esattamente un attimo prima

che si spenga il cervello

il tarlo ricomincia a lavorare 

di buona lena.

Èd è li, negli anfratti inondati dal buio,

che quel malefico lavoratore 

ha innalzato una fortezza 

con mille porte

dentro il tuo cuore.

 Getta gli inutili scudi

Le spade e le corazze.

È questo il momento in cui 

solo un abbraccio 

Può scalzare 

La PAURA.

Questa mia Riviera

È una prerogativa della Romagna, in poco tempo si passa dall’ombra dei colli alla sabbia bollente sotto i piedi.
Bella, questa mia terra ricca di sensazioni, capace di estrarre dal cappello stinto colombe e fiori.

Al mare venivo da bimba, tutti gli anni, e come tanti rimanevo l’intero mese di giugno, quando il sole non era troppo caldo. Ero con la mia nonna quercia, che mi ricopriva d’amido prima di portarmi alla luce per evitare l’eritema… Lì per lì più che una bambina sembravo un fantasma senza denti ma la salsedine, l’acqua e il sole riportavano i giusti colori, e gli equilibri, mentre correvo, ridevo, ballavo nella battigia della mia terra, del mio mare… 

Ricordi di lunghe sfide sulla sabbia, biglie di vetro tra le dita e bambini impanati, di cui si riconoscevano solo gli occhi e i denti.

Non torno spesso al mare, non sono di quelle persone che trovano indispensabile rigirarsi al sole come lucertole lucide di crema, ma quando vengo rivivo, nella mia Riviera…

Ritrovo la sabbia bianca, il vento che muove gli abiti appesi e accarezza la pelle nel primo pomeriggio, il leggero sudore subito asciugato dal sole, il brivido freddo appena entrata in acqua e la sua carezza mentre ne muovo le masse… 

Ritrovo i castelli con le guglie di sabbia bagnata filtrate tra piccole dita, le gocce tra i capelli e l’acqua trasparente (perché è trasparente) contro la sabbia scura nella mattina…

Cambiano i tempi, le ore, i minuti, diventiamo grandi, ma della MIA riviera il CUORE è sempre lo stesso, gli ombrelloni sventolanti, il cielo azzurro, i lettini impolverati di sabbia, il gelato nel pomeriggio, le urla dei venditori di cocco, il sapore di sale e il brillare degli occhi e dei denti dei bambini…

Lo spirito di questa Terra e del mio Mare non cambiano e questo ogni volta mi scalda le ossa e l’animo più del sole nel pomeriggio più pieno.

Come dire…. EVVIVA LA ROMAGNA!  

Identità

Chi sono IO,
Se non quella che sono
Semplicemente me stessa.
Chi siamo noi,
noi che ci abbracciamo nel caldo della casa,
Una carezza ad un naso umido
E l’altra ad un manto di velluto grigio.
Cosa saremmo NOI
Se non fossimo così,
Casinisti e innamorati
Semplici ma complicati
Amanti e amati.
La nostra vita è quella che vogliamo
La complessità della semplicità e la fiducia davanti alle difficoltà.
Questa nostra casa è un nido, un letto, una luce soffusa
Pronta ad accogliere, non creata per allontanare.

Potremo mettere spaventapasseri ed inferriate,
Uomini neri alla porta e cani ululanti
Ma dentro, dentro questa CASA,
Dentro questi cuori
Non può,
Non deve
Finire
Questo senso di accoglienza che ancora permane.

COSA SAREMMO NOI,
NOI,
SENZA LA FIDUCIA
se non fantasmi, ombre nella notte tra molteplici solitudini?

Il tuo cuore lo porto con me…nel mio.

Il tuo cuore lo porto con me,
Lo porto nel mio,
Non me ne divido mai,
Dove vado io, vieni anche tu mia amata,
Qualsiasi cosa venga fatta da me, la fai anche tu, mia cara,
Non temo il fato, perché il mio fato sei tu, mia dolce,
Non voglio il mondo, perché il mio mondo, il più bello,
Il più’ vero sei tu.
Questo è il nostro segreto profondo,
Radice di tutte le radici,
Germoglio di tutti i germogli,
Cielo dei cieli di un albero chiamato vita
Che cresce più alto di quanto l’anima spera
E la mente nasconde
La meraviglia che le stelle separa,
Il tuo cuore esiste nel mio…
Ecco il segreto più profondo
Che nessuno conoscerà’ mai
Radice delle radici
Germoglio dei germogli
E cielo dei cieli di un albero chiamato vita
Che cresce più alto di quanto l’anima possa sperare
Più vivo di quanto la mente possa celare
Prendo il tuo cuore lo porto con me…nel mio.

Edward Estlin Cummings