Il perfetto racconto del sangue

bambini e farfalle

L’ago d’improvviso ha offeso la pelle ed
una perla cremisi è spuntata sulla punta del mio dito,
disegnando trame di ragnatela.

Infine è rotolata a terra,
come l’indizio di una pioggia imprevista,
lasciando una traccia assoluta di me.

E ho ricordato la PERFEZIONE dell’Essere Vivente,
la cui storia è narrata nei più intimi dettagli,

quasi una ballata selvatica cantata da una voce solista con sullo sfondo un malinconico strumento,

da una goccia di SANGUE.
dello stato dell’ACQUA,
ma col colore del FUOCO.

Com’è vivere nel Paese dei Balocchi?

maschere

Burattini, Giullari e Fatine

Asini, Volpi e Gattini

FATEVI AVANTI / C’È POSTO PER TUTTI

tra i lustrini, i giochi e i merletti

dell’avvincente, incancellabile, inimmaginabile

PAESE DEI BALOCCHI.

Ma suvvia, ditemi bene com’è, il viverci dentro senza nemmeno saperlo?

Percussioni dipinte

Mi percuote latente come la vibrazione sulla pelle tesa del tamburo l’intuizione molesta di essere tutti punti in una enorme tela policromatica dipinta da un pittore PAZZO.

L’ingegneria del mio cuore

Copro la bocca così che il pensiero non si mostri sulle volubili labbra, velo gli occhi con lenti specchiate così che la lucentezza della risata si sveli solo agli sguardi più profondi e stringo le dita nel pugno, troppo mobili a battere il flusso dell’umore.

Protetta nella finta immobilità mi immagino osservare il mondo coi tempi lenti di un respiro ma balla improvviso il mio corpo, volteggiando riflesso negli specchi della mente, poiché per vestiti di ombra non è progettato il mio cuore.

Malinconico Autunno

1-215

Piove,
mentre i bambini ridono tra gli schizzi nei loro impermeabili gialli
ed un vecchio ingobbito sotto l’ombrello stinto passeggia lento stringendo al guinzaglio un cane con neri occhi opachi.
Piove,
tamburellano le gocce gonfie scendendo dal cielo
e spaccano il lucido riflesso delle pozzanghere.
Piove,
la muffa abbranca affamata i muri delle case
nel tempo in cui l’umidità trafigge il bersaglio delle ossa stanche che hanno già dimenticato il sole.
Piove
nel mentre una foglia ingiallita cade mesta a terra vorticando
un altro attimo grava sulle spalle,
un vecchio giorno chiude la porta e svanisce
lasciando umide impronte indistinte come la pioggia sulla terra bruna.

Elettricità

temporale

Il cielo improvvisamente diventa rosa, un rosa strano dietro queste nuvole apparse da chissà dove.
E’ in arrivo un temporale.
Lontani si sentono già i suoi borbottii.
Esco in terrazza e raccolgo velocemente gli abiti stesi ad asciugare.
Il cane mi segue come un’ombra, probabilmente riesce a sentire l’elettricità.
E’ terrorizzato dai temporali.
Il gatto invece è sul letto, quando rientro mi guarda e sbadiglia stirandosi piano.
E’ al centro della casa e poi, in effetti, non ha mai paura.
Orso si improvvisa cameramen ed esce a filmare il cielo che si illumina.
Non mi piace stare all’aperto quando ci sono i fulmini.
La mia soglia di allarme lampeggia di rosso e ragiono sulla possibilità di farlo rientrare.
L’aria diventa rarefatta.
L’umidità si respira, diventa sudore sulla pelle.
Il cielo continua ad accendersi di saette selvagge, da rosa è diventato plumbeo.
Da bambina mi raccontavano che i tuoni del temporale erano il rumore del Diavolo arrabbiato che correva sulla sua carrozza.
C’è effettivamente elettricità in giro, se avessi ancora i capelli lunghi i ricci occuperebbero tutti gli spazi.
Ogni tanto mi chiedo cosa provavano le persone all’arrivo delle tempeste prima di questa Era e mi spiego perchè pensavano a Dio.
Tutto è attesa, buio, luce improvvisa.
Sembra quasi di vedere una fune tesa fino al punto di rottura.
Un boato.
Uno schiocco.
La corda si è rotta.
Grosse gocce di pioggia cominciano a bagnare il selciato.
E’ UN TEMPORALE ESTIVO.

Quando sono sola

 

IMG_1194Quando sono sola
la mia mente è una casa assolata arricchita da nicchie fresche ed ombreggiate e finestre invase da bouganville da cui si intravede il mare. 
I neuroni pulsano come lampadine o lucciole tra il grano di maggio.
La fantasia non è solo un’immagine specchiata su di un vetro, piuttosto il dolce succo di una fetta di cocomero maturo mangiato a morsi.
Questi pensieri non sono aria o piuma ma acqua e sassolini di mare,
non si disperdono ma pesano,
mantengono una forma, la cambiano,
penetrano e prendono corpo,
soddisfano e sorridono.
Sono sogni, regalano desideri.
La mia mente è un’Isola che Non C’e,
Eterni Peter Pan e Bambini Perduti, Coccodrilli e Polvere di fata,
e un orologio ticchettante
A tenermi compagnia
Quando sono sola.

E probabile che sia per questo che il silenzio non mi fa paura.