Tempo per tempo, tempo per me.

E’ il tempo, lui, quell’ambiguo sussurro che oramai bramo.
Oh, il tempo per godere dell’aria del mattino e della bruma della sera.
E invece no.
Il ticchettio dei tasti, inamidato di elettricità
Il suono incessante di suonerie altalenanti accompagnatrici moleste di richieste mai sazie
E il chiacchiericcio tecnico, un po’ per fare un po’ per parlare,
accompagna come un tatuaggio le ore mie diurne.
E il sonno arriva presto nella giovane notte
Ad abbracciare le membra calde, la testa pesante.

Il tempo che vorrei dilatare corre veloce sul filo del giorno.
Non trovo tempo per concludere e iniziare.
Non vedo tempo per porgere una carezza agli amici lontani.

Tornerà, poiché il tempo è momenti e lunghi spazi liberi e selvaggi,
perché la storia è fatta di corse e di riposi.

Vorrei una vacanza, combinazione di tempo e di giornate ariose.

Per ora bramo, tempo su tempo, di fare quello che amo,
per farlo fatto bene.

Perché alla fine è il tempo a fare da padrone,
benché ben addestrato ogni tanto libera i suoi lacci
E scappa via.

Dentro un Animo confuso

Sono molto combattuta.

Sono entrata dopo qualche giorno sul blog per salutarvi, una sorta di arrivederci, decisa a prendermi una vacanza da Mi Casa es Tu Casa.

In questi giorni il tempo è davvero poco, i pensieri tanti, i sogni, gli impegni. Dall’1 febbraio sono diventata RSPP di diverse aziende impegnative, di quelle in cui anche standoci dentro non si riuscirebbe comunque a seguire tutto. Figuriamoci stando fuori dalla porta aziendale.

Orso mi ha regalato un anello. Un anello con 5 pietre come, 5, i sogni per una nostra famiglia. Questo è un nuovo passo avanti verso una vita a due, una vita che sento sempre più vicina.

In più il carnevale, il meteo, le chiacchiere.

E davvero troppo poco tempo per raccogliere le idee e scrivere qui. Ancora meno purtroppo per venirvi a visitare.

Sono entrata nell’atrio della mia Casa virtuale, e ho guardato il registro dei visitatori.

Mi si è riempito il cuore nel leggere i vostri link, non solo indirizzi ma personalità uniche, vive, colorate, a cui davvero sono affezionata. Questi sentimenti mi hanno illuminato e mi sono chiesta se è giusto salutarvi, oppure meglio impegnarmi a trovare un pò di tempo anche per voi, che siete amici al di là di un volto sconosciuto o di una voce mai ascoltata.

Siete dentro di me come ricordi, lo sapete, come la sensazione delle notte d’estate sulla pelle.

Allora ho iniziato a scrivervi questo post.

E mentre scrivo penso.

E mentre penso analizzo il mio animo e le sue necessità.

E mentro analizzo ragiono su quanto sia giusto fare.

E alla fine ora, adesso, sulla scia del battito di tasti e delle parole che si generano sul video vi racconto il risultato.

Prenderò una vacanza dal blog. Sono entrata oggi con questo scopo e ancora ho voglia di riposo. Non è giusto farvi aspettare un post che ora non desidero scrivere. Non mi darò un tempo per l’assenza. Non scomparirò, non lascerò nei vostri blog un collegamento ad un link cancellato dall’autore in un sospiro.

So bene che per ogni blogger scoprire così, senza anticipo, la chiusura di un blog amico è come uno shock, un’improvvisa perdita.

Quindi non scriverò, per qualche tempo. Ma nel contempo se ne avrò voglia cambierò idea. Seguirò il tempo e i miei desideri. Ma tornerò.

E non abbandonerò gli amici.

Vi leggerò e se per caso mancherò dalle vostre Case, prometto, al ritorno leggerò tutti i vostri post come li aveste scritti ieri.

Indi per cui mi armo di realtà e mi accingo a postare ciò che mi ha spinto qui oggi. Una poesia di Gozzano per la sensazione della temporanea assenza e una frase di Gibran per la gioia del ritorno.

A presto amici miei, o forse a tra un pò, non dimenticatevi di me, così come io non mi dimenticherò di voi. E qualche volta passate a fare un salto, chissà che non troviate la Casa con le imposte aperte per fare entrare di nuovo sole e colori.

Vi voglio bene. 

L’assenza – Guido Gozzano

Un bacio. Ed è lungi. Dispare
giù in fondo, là dove si perde
la strada boschiva, che pare
un gran corridoio nel verde.

Risalgo qui dove dianzi
vestiva il bell’abito grigio:
rivedo l’uncino, i romanzi
ed ogni sottile vestigio…

Mi piego al balcone.

Abbandono
la gota sopra la ringhiera.
E non sono triste. Non sono
più triste. Ritorna stasera.

E intorno declina l’estate.
E sopra un geranio vermiglio,
fremendo le ali caudate
si libra un enorme Papilio…

L’azzurro infinito del giorno
è come seta ben tesa;
ma sulla serena distesa
la luna già pensa al ritorno.

Lo stagno risplende. Si tace
la rana. Ma guizza un bagliore
d’acceso smeraldo, di brace
azzurra: il martin pescatore…

E non son triste. Ma sono
stupito se guardo il giardino…
stupito di che? non mi sono
sentito mai tanto bambino…
 

Stupito di che? Delle cose.
I fiori mi paiono strani:
Ci sono pur sempre le rose,
ci sono pur sempre i gerani…

 

Se vi separate dall’amico, non addoloratevi, perché la sua assenza vi illuminerà su ciò che in lui amate.
GIBRAN

Sviluppo di un blog

Prima di partire per Bologna per un sopralluogo riflettevo sullo spazio dei blog…

Pensavo alle conseguenze del post, ai commenti e alle risposte che a volte modificano il tema iniziale per divenire loro stessi argomentazione e racconto….

Il blog si evolve a spire attorno alle trattazioni più controverse, ai discorsi più importanti mentre si sviluppa come un fuoco d’artificio sui temi più leggeri, più facili, più divertenti…

Poi ancora, chi legge il blog di un altro interpreta il significato di ogni articolo secondo la propria ragione, il proprio sentimento…Magari devia un pò dal vero centro del post ma ci mette del suo…

Il blog serve come legante, per un saluto, un parere, una domanda disconnessa dal discorso…

E tanti altri entrano, leggono, raccongono ma non lasciano evidenti traccie di sè…Sono l’impronta lucida di una chiocchiola su di una foglia, nel mentre la chiocciola se n’è già andata via.

E’ uno strano mondo quello del blog, uno strano modo di comunicare. Dona tanto ma non sempre permette la chiara comprensione tra le persone. Solo con quelle più vicine e alllora non bastano due righe per modificarne la visione.

Infine l’incontro con la persona mi è capitato solo una volta…Strana sensazione di conoscenza e di estraneità nel contempo….Come essere stati ciechi fino ad allora, cogliendo le monime sfumature dell’animo ma non l’entità fisica…

L’imbarazzo della prima vista non viene stemperato dalla certezza di una profonda empatia, ci si rende conto di come sia completa la cognizione dell’altro assorbita attraverso le parole.

E nel contempo spazi non trattati sulla carta battuta rimangono in sospeso.

Ammetto che è fonte di tante domande questo mio blog.

Ma se il mondo va verso le conscenze virtuali, a partire dagli acquisti via internet ad arrivare a second life, credo che non ci sia modo migliore per iniziare.

…sempre poi con la volontà di conoscere di persona i personaggi più importanti, un contatto umano non può davvero mancare, completa il quadro.

Oggi è sabato e domani non si va a scuola!

Vi ricordate di quando andavamo a scuola e si festeggiava il sabato come anticipo di una domenica senza scuola?

Beh ora si lavora ed è il venerdì ad essere festeggiato in modo uguale no ;)?

In tutti i casi è iniziato il w-e e vi dico i miei programmi…

Oggi pomeriggio giretto per il centro di Bologna (mai passeggiato tanto per Bologna prima di mettermi con Orso 🙂 ) e stasera pizzata con amici al Sebastian Pub a Ferrara… Ve ne ho già parlato, è il pub/pizzeria ambientato sul barcone sul canale…Sempre bello per andarci con amici!!!

Domani chissà, un giorno di riposo e di sosta dal lavoro, e nella sera forse polenta, camino e castagne come nelle migliori tradizioni invernali!!!

Insomma un w-e all’insegna dello stare bene.

Auguro due belle giornate anche a voi e…arrivederci a lunedì :-D!

Vi mando anche un abbraccio, del colore caldo delle fiamme nel fuoco di un camino…