Il tarlo che lavora nel mio cuore

Ed è un tarlo

che si annida nell’oscurità pulsante 

di caverne interiori satolle di sangue.

Scava gallerie d’ombra,

il silenzio è il suo compagno,

mentre percorre chilometri senza farsi mai scoprire.

Poi arriva la notte

e con essa ti immergi 

nel morbido fruscio di lenzuola di seta 

ad accarezzare i polpacci, 

l’ultimo ricordo incandescente della lampadina 

che si raffredda 

Si perde nello sguardo,

ed esattamente un attimo prima

che si spenga il cervello

il tarlo ricomincia a lavorare 

di buona lena.

Èd è li, negli anfratti inondati dal buio,

che quel malefico lavoratore 

ha innalzato una fortezza 

con mille porte

dentro il tuo cuore.

 Getta gli inutili scudi

Le spade e le corazze.

È questo il momento in cui 

solo un abbraccio 

Può scalzare 

La PAURA.

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6 thoughts on “Il tarlo che lavora nel mio cuore

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