Vorrei potervi dire che quello che mi assale non è profonda tristezza…

Oggi è il giorno della chiarezza e dello svelarsi.

Il giorno in cui Lara svela di quello che le affanna il cuore e Astralla sta ad ascoltare, in attesa di parlare di cose belle, domani.

Oggi, che nella somma dei tempi che percorrono la storia, a me si svolge finalmente privo di segreti, ma non meno intirizzito.

In quest’oggi in cui mi sento noce appena scivolata fuori dal gheriglio, a chiedersi come mai è così diverso, tutto così dannatamente luminoso, tutto così freddo.

Nell’oggi in cui mi trovo a provare la senzazione di perdita degli obiettivi che mi spingono come catapulte avanti nel domani….

In questa giornata di gennaio in cui lascio per un post spazio al mio pianto.

Vi avevo accennato dei problemi della mia azienda, fatta di collaboratori a progetto, e senza il contratto importante che fino ad ora era stato il perno trainante.

Ebbene quanche tempo fa le cose sono state chiarite.

Con metodi quanto meno preannunciati la mia nuova ghiacciata certezza è che a fine marzo, allo scadere dell’ennesimo anno di contratto, questo, per me, non sarà rinnovato.

Bene, saluti e arrivederci, è stato bello ma non poteva durare, e poi insomma a che servono in fondo i contratti atipici se non a buttare all’aria 5 anni di lavoro per carenza di fondi per pagare il personale con meno spinte sotto il fondoschiena…L’abbiamo voluta noi, no, la flessibilità nel lavoro….

Come mi sento…

Come una noce appunto. Infreddolita. Spaventata. Sento persino l’amaro in bocca del frutto non ancora totalmente maturo…

Sono un dado per bambini senza la forma colorata in cui incastrarsi…

E tutti, negli ultimi mesi, racconto della mia vita in mano, a dire “Gran curriculum, interessante, brava ragazza, così simpatica e carina”…Peccato che posto per me non ce n’è….Perchè?

Come mi sveglio la mattina?

Impaurita, terrorizzata….

Terribilmente spaventata da quello che si sta rivelando il mio futuro prossimo venturo, senza le certezze che sono di me parte fondamentale.

Arrabbiata, nera di rabbia…

Perchè finalmente con Orso sono riuscita a trovare quella stabilità che ho sempre cercato e leggo così vicino un futuro di casa, spese, difficoltà ma anche realizzazione. Un futuro insieme, un progetto di amore da continuare ad svolgere all’infinito. Che però di nuovo perennemente si allontana dalle mie mani.

Io che ho sempre saputo cosa fare. Che nel lavoro non mi sono mai fermata. Che ho cercato di migliorare, di lavorore, di imparare ogni attimo. Io che ci credo in me, nel mio valore e nelle qualità che racchiudo.

Io che ogni giorno di questi mesi fissa mi ritrovo a guardare il cellulare nella speranza che squilli rivelando che c’è posto per me da qualche parte…per non farmi perdere giornate, speranza, tempo, verso il mio futuro. Mentre il cellulare non suona e quella rabbiosa rassegnazione arriva…

Indubbiamente vero, non è la fine del mondo, ci sono passati in tanti, la mia vita nel resto c’è, di affetto e presenze.

Ma un leone quale sono, che rinnova la propria coscenza personale ogni volta che raggiunge un obiettivo, in questa occasione può sentirsi più gatto randagio che re della foresta.

Sono un carro-armato con i ricci che si è temporaneamente trasfigurato in una balestra giocattolo.

E’ la prima volta da tanto che non riesco a controllare la mia vita…

Questo spazio, questo blog è una volvola di sfogo dei miei sensi e delle mie emozioni….

Questo post è stato creato nei mesi nella mia testa ma anche se alcuni di voi sapevano o intuivano qualcosa, solo ora trovo il momento di svelarvi questo momento di certezze ritirate.

Io che vivo delle mie certezze.

Perchè prima di aprire al mondo i miei pensieri e le mie emozioni più forti e più importanti, io, fiume in piena nel parlare di me, ho bisogno di maturare quelle stesse emozioni, quasi fossero frutti, per poterle interpretare, afferrare e fermare in carta e in parole.

Oggi la maturazione è completa e vi parlo del mio pianto sommesso…

Combattuto dal sorriso che comunque non mi abbandona, perchè lo smarrimento non troverà mai la porta completamente spalancata verso me e la stanza vuota.

Nel frutto maturato ritrovo il mio dolore per anni passati a credere in un lavoro che ha preteso il sangue e il credo. Non sono fatta di anonimato…Ne prendo atto e avanzo.

Ci sono cose troppe belle nella mia vita e nel mio cuore per non credere nella storia del mio futuro.

Sebbene sono qui a scrivere di desolazione. Tutto questo perchè ogni parola che si scrive oggi sul foglio della tristezza è una goccia di veleno che verrà espulsa dalla mia anima domani.

E’ nella maturazione dei miei limiti e della realtà spogliata di tutto tranne del suo scheletro di emozioni che ritrovo la lucidità di credere nel futuro….

Io che sono una letterata senza conoscenza e un tecnico troppo saturo di fantasia…

Oggi vi svelo l’interno del mio cuore per aprire le finestre al futuro che, ora amaro, a 28 anni non può certo essere fermato da un contrattempo…

Attendo tempi di sole per raccontarvi di nuove esperienze in cui la leonessa ruggirà forte verso l’orizzonte della foresta al tramonto…

E lascio spazio all’Astralla comunque serena nelle cose belle che circondano la mia vita. Domani questo spazio sarà lontano dall’amarezza e tornerà di colore. C’è sempre bisogno, anche dentro una tavolozza, di tinte rinnovate…

Ringraziando ogni attimo il destino che mi ha portato ad incontrare Orso, il mio compagno, braccio per il mio sgomento e impronta della mia gioia, e la mia famiglia che, spugna anch’essa di tutte le percezioni possibili, c’è, sempre.

Buon respiro amici miei….

Lara/Astralla

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14 thoughts on “Vorrei potervi dire che quello che mi assale non è profonda tristezza…

  1. Ti leggo, ma non ho mai scritto…ora invece sento il bisogno di farlo.
    Quello che ti è successo è difficile da accettare, ora. Perchè ci hai investito tempo, impegno, passione e ti trovi così…fa male,lo so. Ma hai tante risorse, sei una persona speciale e – soprattutto – hai altre persone speciali che ti amano e con cui condividere questo brutto momento. E se chi non ti conosce – come me – ma ti legge solamente, sente il bisogno di farti sapere che ti è vicino, si stringeranno a te molto di più il tuo Orso, la tua famiglia, gli amici. Ora piangi, sfogati, ne hai il diritto. Ma vedrai che passerà…

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  2. Lara, prenditi il tempo per le lacrime, non è sempre necessario nascondersi dietro a un sorriso. Il cellulare squillerà, e questo lo sai anche tu, ma forse ora è bene che tu ti prenda un attimo per te. Una che si arrampica non può restare a terra per troppo tempo, è nell’ordine naturale delle cose.
    Un abbraccio
    giuliana

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  3. Cara Lara, comprendo molto bene il tuo senso di rabbia davanti ad un mondo che non sa o non vuole avvalersi della tua preziosa collaborazione, ho vissuto i tuoi stessi momenti. Ti senti incompresa, sminuita, beffata da persone che non valgono nemmeno la metà di te. Tutto il tuo impegno, il tuo lavoro, il tuo tempo dedicato a qualcosa che andrà a perdersi nel passato. E’ triste! Ma io sono certa che chi ha avuto la fortuna di lavorare al tuo fianco sentirà che qualcosa manca, che l’aria che si respira in quel posto non è più colorata…come sono certa che la tua personalità non potrà passare inosservata in futuro e che presto quel cellulare muto si metterà a squillare.
    Continua a pensare positivo…è l’arma migliore nella vita 😉
    Un abbraccio forte forte

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  4. Piccola Giulia…respiro sorridendoti…grazie… 🙂

    Boskoop…grazie…per avermi letto finora, per aver scritto ora e per le tue parole. Le persone che mi sono attorno davvero mi stringono, ma oggi come sempre sento anche il vostro abbraccio. Grazie. 🙂

    Ape…cara/lara 🙂 ….grazie…alla domanda non trovo risposta….ma grazie.

    Giuliana…lascerò il tempo alle lacrime e il tempo al sorriso, promesso…E seguirò l’ordine delle cose già scritte…grazie…

    Stefania…queste cose le dico sempre anche io ;)…attenderò con i miei colori e con la mia positività salterellante…grazie…ti abbraccio…

    Laura…e io a te nelle tue corse verso una magnifica laurea. Abbraccioni…

    Dottore…così non mi aiuti a smettere di piangere ;)…mi commuovo! Detto dal mio poeta preferito poi! Grazie, davvero!

    X Tutti….Lo so, lo so, ho già ringraziato…ma di nuovo Grazie. Perchè so che queste vostre parole sono scritte seguendo il filo delle cose in cui credo, il cuore, l’anima e il sorriso.
    Grazie.

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  5. Mi spiace Astralla e capisco bene come ti senti…
    La frustrazione per il lavoro precario è una delle situazioni più assurde che ci stanno facendo vivere ed anche molto difficile da spiegare per chi non l’ha mai provata.
    In bocca al lupo per tutto!

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  6. Io ci sono sempre lo sai, anche se non possiamo vederci tutti i giorni come succedeva prima.
    So come stai, anche senza bisogno che tu me lo dica, e mi dispiace tanto..
    Per oggi non posso fare altro che lasciarti un abbraccio forte, alla prossima occasione provederò di persona! 🙂

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  7. Carissima,
    ti posso dire che quando persi il lavoro sei anni mi sentii talmente male che ci misi un sacco a riprendermi. Ultimamente ho ritrovato uno straccio di lavoro, ma in condizioni ancora più precarie delle tue e con lo spauracchio di essere lasciata a casa un’altra volta. Io mi do da fare più che posso per far loro cambiare idea ma non mi faccio illusioni. Mi hanno detto che sarei servita come “tappabuchi” per un periodo, testuali parole. Intorno a me ci sono dei colossali coglioni scansafatiche che invece conserveranno il loro posto.
    L’unica cosa che ti posso dire è che so come ti senti e ti sono vicina. Non scoraggiarti mai però, lotta sempre con il coltello tra i denti. E ricorda che “non può piovere per sempre”.
    ti abbraccio
    Lameduck

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